Redazione Paese24.it

Ancora furti ad Oriolo. Cittadini chiedono sicurezza

Ancora furti ad Oriolo. Cittadini chiedono sicurezza
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40098_oriolo_orioloUn’altra ondata di furti ha interessato questa notte (tra domenica e lunedì) il comune di Oriolo con almeno cinque abitazioni prese di mira dai “topi di appartamento” che solo pochi giorni fa avevano “visitato” altre case. Sempre la stessa tecnica: i ladri colpiscono nella prima notte entrando nelle abitazioni e sorprendendo nel sonno i proprietari e tante volte i loro figli, spesso piccoli. In alcuni casi utilizzano anche degli spray particolari per aumentare il sonno dei malcapitati. Nella razzia della notte scorsa i malviventi hanno portato via oro, denaro (qualche centinaio di euro) e anche una macchina.

In paese cresce la preoccupazione. Episodi del genere inevitabilmente minano l’armonia di una comunità. «Noi ad Oriolo eravamo abituati a lasciare la chiave alla porta», raccontano tanti cittadini che chiedono maggiore sicurezza. Ad indignarsi questa volta, a nome di altri compaesani, è il consigliere comunale in quota Udc Vincenzo Brancaccio che lamenta una scarsa presa di posizione da parte dell’Amministrazione comunale. «Già il 9 luglio il gruppo dell’Udc aveva fatto richiesta per la convocazione del Consiglio Comunale in merito agli analoghi episodi che erano accaduti (prot.3323 del 10/7/13). A quella richiesta, ad oggi, non ha fatto seguito nessuna risposta».

Intanto ad Oriolo è opinione largamente diffusa che dietro gli autori di questi furti ci possano essere i classici “pali” del posto. «Non è solo un problema di legalità e tranquillità – scrive ancora Brancaccio – ma è soprattutto un problema di sicurezza delle famiglie che vengono violate nella loro intimità, in molti casi con i bambini in casa». E qualcuno già sta pensando di organizzare ronde notturne.

Nonostante alcune famiglie abbiano perso dei beni materiali, i furti di questi giorni sembrano aver lasciato nella popolazione un vuoto di impotenza che le istituzioni preposte hanno il dovere di colmare.

Vincenzo La Camera

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