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Il “pasticcio” del mercato di Trebisacce. Domenica in tanti hanno fatto un viaggio a vuoto

Il “pasticcio” del mercato di Trebisacce. Domenica in tanti hanno fatto un viaggio a vuoto
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mercato«Il mercato del mese di dicembre non è stato spostato ad altra data a causa del maltempo perché lo vieta espressamente il regolamento vigente che ne prevede il rinvio solo se l’ultima domenica del mese coincide con le feste solenni di Pasqua e di Natale, o in caso di coincidenza con tornate elettorali. L’annuncio dello spostamento, forse assentito in buona fede ed eseguito attraverso la solita auto-megafono, è da considerare una iniziativa unilaterale dei “mercatanti” non ascrivibile ad alcun provvedimento amministrativo». Lo ha precisato il sindaco Francesco Mundo per fare chiarezza e smorzare ogni polemica. In realtà l’intera vicenda del mercato di dicembre, in un primo tempo rinviato per maltempo e poi annullato, di fatto è stata gestita molto male, tanto da aver scontentato un po’ tutti e soprattutto i tanti avventori dei paesi vicini che, convinti dello spostamento al 4 gennaio, ieri hanno fatto un viaggio a vuoto. «Occorre anche precisare – ha aggiunto il sindaco – che lo spostamento non è stato accordato non per volere dei commercianti locali (peraltro una  minoranza), o di associazioni di categoria, ma solo perché vietato dal regolamento comunale.

Del resto questa amministrazione – ha aggiunto Mundo – è stata sempre pronta a tutelare i commercianti locali a favore dei quali ha previsto anche benefici tributari e con i quali intrattiene un confronto costruttivo e quasi quotidiano, ma gli stessi commercianti, pur riconoscendo loro il diritto ad autodeterminarsi, non devono pensare di poter determinare le scelte politiche. Il mercato mensile – ha aggiunto l’avvocato Mundo – oltre che un appuntamento storico, costituisce ormai una nostra grande tradizione e perciò deve essere disciplinato in modo da offrire vantaggi a tutta la comunità. Né – ha concluso il primo cittadino – può essere considerato concorrente con le attività locali, le quali dovrebbero invece organizzarsi per capitalizzare l’arrivo di migliaia di persone che ogni fine mese affollano la città, portando vantaggi economici e sociali a tutta la comunità».

Pino La Rocca

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