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Procuratore Antimafia a Corigliano. Gratteri racconta la ‘ndrangheta agli studenti. «Sistema giustizia da riformare»

Procuratore Antimafia a Corigliano. Gratteri racconta la ‘ndrangheta agli studenti. «Sistema giustizia da riformare»
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L’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Nicholas Green, Falcone e Borsellino” ha accolto il Procuratore Capo dell’Antimafia Nicola Gratteri che ha saputo intercettare l’attenzione del vasto uditorio. All’esterno della sala, anche un videoproiettore al fine di agevolare la visione ai tanti rimasti fuori dall’aula.  L’Evento è stato organizzato dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Nicholas Green, Falcone e Borsellino” (I.T.T.L – I.P.S.I.A – I.T.I – I.T.G.) di Corigliano e dalla Mondadori Point – Libreria Aurora. A coordinare i lavori il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri. Saluto introduttivo affidato al Dirigente Alfonso Costanza che, nel ringraziare i rappresentanti istituzionali presenti, autorità civili, religiose e militari, ha sottolineato la rilevanza di momenti di confronto e di dialogo sui temi della criminalità, soprattutto se a parlarne sono magistrati in prima linea nella lotta alle mafie. «Il compito della scuola – ha rimarcato il Dirigente Costanza – è costruire quegli anticorpi necessari a creare un tessuto sociale lontano dall’inquinamento delinquenziale». L’I.I.S non a caso è intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E proprio il giudice Falcone affermava “che si può essere mafiosi senza essere criminali”.

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso (storico delle organizzazioni criminali, giornalista e saggista), hanno presentato il nuovo libro “La rete degli invisibili”– la ‘Ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse. Straordinaria l’interazione con gli studenti presenti in rappresentanza di tutte le scuole del territorio. Spunti di riflessione interessanti che hanno suscitato particolare attenzione negli autori de libro. In sostanza, ciò che è emerso, è che il sistema giustizia è da riformare nel suo complesso. Il magistrato ha ribadito la necessità di combattere gli sprechi, a partire dalla soppressione della Dia (direzione investigativa antimafia) ritenuta un duplicato di attività svolte da altri organismi dello Stato. L’utilizzo superfluo di personale delle forze dell’ordine, già sottodimensionato, usato per le notifiche di atti processuali. Tra gli aspetti positivi si rinviene la diminuzione di omicidi e l’aumento delle denunce da parte dei cittadini. Gratteri, sotto scorta dal 1989, si dice fiducioso per il futuro e parla di una nuova “primavera in Calabria” mentre, contestualmente, invita i ragazzi a studiare, quale unica arma per sconfiggere le mafie.

Boss e picciotti hanno subito delle trasformazioni nelle condotte comportamentali nel corso degli anni. Ben quattro sono i figli di leader indiscussi di ‘Ndrangheta che hanno chiesto di incontrare il magistrato. «Atto da studiare anche sotto il profilo psicologico» – ha affermato Gratteri. Ciò determina anche un rafforzamento in ambito processuale dell’accusa: «Non più indizi, ma prove».  Tendenzialmente lo ‘Ndranghetista ha una forma mentis integralista, con un forte senso di appartenenza. Quando decide di collaborare con la giustizia subisce uno sdoppiamento della personalità. E’ uno degli aspetti trattati da Antonio Nicaso che si è soffermato sull’affermazione della ‘Ndrangheta al Nord dove trova la compiacenza iniziale degli imprenditori con cui stringe forme di alleanze, per poi determinare una accentuazione dei profitti, minimizzando i costi, a scapito della collettività.

Tanti gli argomenti toccati: il riciclaggio del denaro sporco provente dal traffico della droga, dando spazio a una forma di economia legale; l’apertura ai paradisi non più fiscali ma normativi, laddove, le leggi sono più flessibili ed è più facile delinquere; i rapporti tra ‘Ndrangheta e Massoneria che consentono una maggiore infiltrazione della “mala” nella pubblica amministrazione; il fenomeno dello scioglimento dei consigli comunali per mafia;  la ‘Ndrangheta marcatamente presente nel mondo dell’agricoltura, con grandi capacità di intercettare finanziamenti comunitari, e in cui spesso si annida  lo sfruttamento, il lavoro nero e sottopagato. Infine, la struttura piramidale della ‘Ndrangheta. Qui Gratteri cita San Luca, luogo del crimine sovraordinato e sede del tribunale della ‘Ndrangheta.

Vincenzo La Camera

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