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Brucia Mostarico. Danni nelle contrade tra Trebisacce e Albidona

Brucia Mostarico. Danni nelle contrade tra Trebisacce e Albidona
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L’estate ormai volge al termine ma non c’è tregua per gli incendi che continuano a funestare l’Alto Jonio ed a devastare quel poco di verde scampato ai roghi degli ultimi anni. Dopo gli incendi devastanti scoppiati nei giorni scorsi a Trebisacce, ad Albidona ed a Plataci, il fuoco oggi (venerdì) è tornato protagonista a Trebisacce e precisamente lungo i crinali del monte Mostarico che segna i confini tra i territori di Trebisacce e di Albidona. Il fuoco, secondo quanto viene riferito, è iniziato nella mattinata di oggi, 18 settembre 2020 (alcuni dicono addirittura ieri sera tardi) lungo la sponda sinistra del torrente Pagliaro coperta da vecchi pini d’Aletto e da rigogliosa macchia mediterranea. Le contrade rurali “Tuvolo”, “L’Aria della vigna” e “Spartivento” quelle interessate e messe a fuoco dalla fiamme che a un certo punto, alimentate dal vento hanno fatto arrivare il fumo e frammenti di fuligine fino nel centro abitato di Trebisacce seminando preoccupazione e paura.

Agevolate infatti dal caldo ancora torrido, dal vento e dalla vegetazione resinosa, le fiamme hanno preso subito vigore e, nel loro incedere, oltre a distruggere ampie aree di verde, hanno danneggiato anche alcune proprietà private del comune di Trebisacce ormai abbandonate ed hanno pericolosamente lambito anche una masseria abitata dalla famiglia Rizzo che sorge nei pressi della “Fontana d’Andria” e alcuni caseggiati privati che sorgono in quella zona di proprietà delle famiglie Caccuri, Filardi, Fioriello e altre ancora, che sorgono sul fianco destro del Monte Mostarico. Ma, senza l’arrivo dei Vigili del Fuoco, delle squadre Aib di Calabria Verde e soprattutto senza il tempestivo arrivo dei Canadair che hanno fatto in modo incessante la spola tra il mare e la montagna, il fuoco poteva arrivare e distruggere tutto nella zona delle “Manche” del monte Mostarico, condiviso dai comuni di Trebisacce e di Albidona. Per fortuna intorno alle 16.00 è arrivata benefica un po’ di pioggia. Troppo poco per spegnere il vasto incendio che ha richiesto l’impiego dei mezzi aerei per l’intera giornata e, nonostante il vasto dispiegamento delle forze da terra e dal cielo l’incendio, ancora una volta di possibile matrice dolosa, continuando ad oltraggiare la natura, ha bruciato un’altra ampia fetta di verde. (foto di Giuseppe Rizzo)

Pino La Rocca

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