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Trebisacce, inchiesta Mayor. Dopo il sindaco si dimette anche la Maggioranza

Trebisacce, inchiesta Mayor. Dopo il sindaco si dimette anche la Maggioranza
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A distanza di 48 ore dalle dimissioni del sindaco Franco Mundo anche i 6 consiglieri di Maggioranza: Filippo Castrovillari (vice-sindaco) Giuseppe Campanella, Maria Francesca Aloise e Roberta Romanelli (assessori) e inoltre Domenico Pinelli e Caterina De Giovanni (consiglieri comunali), eletti nella Lista “Vivere Trebisacce” hanno rassegnato le dimissioni. E siccome hanno deciso di farlo di sabato, allorquando la casa comunale è chiusa, i 6 consiglieri si sono recati presso lo Studio del Notaio Emilia Laurito in Trebisacce mettendo così fine al proprio mandato elettorale scaturito dalla vittoria della suddetta Lista nelle Amministrative del 12 giugno 2017, mettendo così la parola fine all’amministrazione comunale targata Mundo-bis.

Nessuna dichiarazione ufficiale, da parte dei 6 consiglieri che tenevano in piedi la Maggioranza dopo l’abbandono e il passaggio all’Opposizione dei Consiglieri Andrea Petta e Giulia Accattato, ma è presumibile ipotizzare ragioni di doverosa solidarietà nei confronti del sindaco Franco Mundo come è noto posto agli arresti domiciliari in data 13 luglio a seguito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari denominata “Mayor” su presunte irregolarità commesse nel corso del mandato amministrativo, su cui l’autorità giudiziaria è impegnata a fare piena luce. Nell’inchiesta, come è emerso dalle indagini in corso, insieme la sindaco sono coinvolte altre 17 persone, indagate insieme all’ex primo cittadino, a vario titolo, per peculato, concussione, truffa, falsità ideologica.

L’auspicio generale è che si faccia al più presto piena luce sull’operato del sindaco Franco Mundo e delle persone coinvolte nelle indagini anche perché il Comune, sottoposto a regime di commissariamento per la seconda volta nel giro degli ultimi 10 anni, rischia di andare in crisi, con grave danno di immagine e di credibilità. Non ci sarà per il momento lo scioglimento automatico del Civico Consesso che, in base all’Art. 53 del Testo Unico sugli Enti Locali, si scioglie solo quando si verifica la condizione numerica della metà più uno dei consiglieri, per cui, sempre in base alla suddetta normativa, bisognerà attendere i canonici 20 giorni prima che il Consiglio Comunale venga sciolto e si andrà alle votazioni che saranno anticipate di circa un anno rispetto alla scadenza naturale del mandato. Da voci raccolte negli ambienti vicini al “palazzo”, pare che qualcuno dei consiglieri di Minoranza sia stato invitato a fare un passo indietro per raggiungere il quorum che fa scattare lo scioglimento del Consiglio Comunale, ma nessuno dei consiglieri di Minoranza pare abbia accettato l’invito a dimettersi.

Pino La Rocca

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