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Cassano. Un parco giochi in memoria di Lea Garofalo, vittima di ‘ndrangheta

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Cassano all’Ionio vuole intitolare a Lea Garofalo il Parco Giochi di Via San Nicola, che si trova nella frazione di Lauropoli. La giunta comunale, su proposta del sindaco Gianni Papasso che ha relazionato in merito, nel corso della più recente riunione, assistita dal segretario generale Ciriaco Di Talia, ha discusso e deliberato la proposta di autorizzazione da trasmettere alla Prefettura di Cosenza, per l’intitolazione dell’area alla donna vittima innocente di ‘ndrangheta, nata a Petilia Policastro, classe 1974, testimone di giustizia, scomparsa il 24 novembre 2009 a Milano.

Donna di grande coraggio, sebbene appartenente a una famiglia mafiosa, pur subendo tutta una serie di aggressioni fisiche e psicologiche, ebbe la forza di privilegiare la strada della giustizia, raccontando alla Procura della Repubblica di Catanzaro la verità sulla strage di Pagliarelle, sulla morte del padre, sugli affari illeciti della sua famiglia e di quelli dei Cosco e dei tanti traffici illegali che avvenivano a Milano. Lea Garofalo pagò con la vita la sua scelta di vita. Venne uccisa la sera del 24 novembre 2009 nella capitale lombarda da Carlo Cosco, suo compagno e padre di sua figlia Denise. Il suo corpo, trasportato a Monza, venne sciolto nell’acido.

La scelta dell’Amministrazione comunale di proporre per la relativa autorizzazione da parte della Prefettura di Cosenza dell’intitolazione del Parco Giochi di Via San Nicola, perché privo ancora di denominazione, nonché per conservare il ricordo di una donna calabrese, che ha avuto il coraggio di sfidare la ‘ndrangheta, di battersi per la verità, per riappropriarsi della sua dignità, del suo nome e di un futuro per lei e, soprattutto, per la propria figlia. L’atto deliberativo, reso immediatamente esecutivo, è stato trasmesso alla Prefettura per la prescritta autorizzazione e agli uffici Lavori Pubblici e Demografici per quanto di competenza. L’ufficio tecnico dell’ente, è stato incaricato di apporre all’ingresso del Parco in questione, la targa segnaletica della denominazione.

L’iniziativa, ha sottolineato il sindaco Gianni Papasso, “perché il suo esempio possa essere da stimolo per altre donne ad intraprendere percorsi di vera libertà, contro ogni forma di violenza, soprusi e prevaricazioni, al fine di costruire un mondo basato sulla pacifica convivenza e la tranquillità dell’ordine sociale”.

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