Saracena. Una fiaccolata silenziosa per Federica Torzullo, vittima di femminicidio
La fiaccolata silenziosa prevista per venerdì 23 gennaio in ricordo di Federica Torzullo, vittima di femminicidio, è annullata. È quanto fa sapere l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Renzo Russo, interpretando «con responsabilità istituzionale un volere della famiglia di Federica che chiede misura, discrezione e umanità. Quando il dolore è così profondo – afferma il primo cittadino – ogni gesto pubblico deve saper fare un passo indietro».
Federica Grisolia – Saracena si prepara a vivere un momento di raccoglimento e partecipazione in memoria di Federica Torzullo, la donna di 41 anni scomparsa l’8 gennaio e trovata morta ieri (domenica 18), dopo dieci giorni di ricerche ad Anguillara Sabazia, nel territorio della Città metropolitana di Roma. Il padre, Stefano, è infatti originario del paese del Pollino che ora piange, insieme all’Italia intera, l’ennesima vittima di femminicidio, mamma di un bambino di dieci anni. La donna è stata trovata in un terreno adiacente all’azienda del marito, ora in carcere con l’accusa di omicidio, dopo essere stato da subito indagato.
«Certe tragedie non possono esaurirsi nel dolore di un solo giorno – dichiara il sindaco di Saracena, Renzo Russo – ma devono tradursi in un impegno quotidiano fondato su educazione, rispetto e responsabilità». Venerdì 23 gennaio, si terrà una fiaccolata silenziosa per Federica, con partenza alle ore 19 da Piazza Mazziotti e arrivo al piazzale antistante il Cimitero. Un cammino sobrio e condiviso, pensato come segno civile contro ogni forma di violenza e come gesto di memoria, dignità e responsabilità collettiva. «Nel silenzio delle voci si accenderà una luce che non si spegne. Una luce per Federica, per la vita, per quella dignità che nessuna violenza potrà cancellare. Non una manifestazione, ma un segno. Non uno slogan, ma una scelta. Un gesto che afferma il valore della vita – conclude il sindaco Russo – e richiama ciascuno a un’assunzione di responsabilità che va oltre il momento del lutto». Ai giovani, le scuole, le famiglie partecipanti è chiesto di portare una candela, simbolo di vicinanza, rispetto e impegno, perché la violenza non abbia l’ultima parola.

