Oriolo fuori dai Comuni Montani? «Perdita servizi e agevolazioni. Sarebbe duro colpo»
(Riceviamo e pubblichiamo) – Oriolo, a quanto pare, con la nuova classificazione dei comuni montani si ritrova (forse, ma accertiamolo), declassificato con la nuova legge sulla montagna, la 131/2025. “La nuova legge quadro per la montagna, mira a valorizzare i territori montani con misure economiche, sociali e fiscali, tra cui incentivi per agricoltura e silvicoltura, supporto a smart working, sanità e scuola, e una nuova classificazione dei comuni montani più restrittiva basata su altimetria e pendenza, generando però dibattito sugli effetti reali e i fondi aggiuntivi”.
Un comune è considerato montano se almeno il 25% del suo territorio si trova sopra i 600 metri di altitudine e almeno il 30% di quella superficie ha una pendenza del 20%, o se interamente circondati da comuni montani classificati possono essere inclusi, con un’altitudine media di almeno 300 metri. Questa riforma riduce drasticamente il numero di comuni montani. In alcune mappe, Oriolo è già tagliato fuori. Per questa ragione chiediamo ai tecnici comunali di verificare i parametri e se i comuni confinanti risultano essere per lo più montani.
In attesa del nuovo testo che si prepara in queste ore, si chiede la massima attenzione, perché non essere più considerato montano sarebbe un colpo davvero duro. Uscire dallo status di comune montano significa perdere importanti agevolazioni fiscali (es. esenzione IMU per terreni agricoli), finanziamenti specifici e supporto per servizi essenziali come scuole e sanità, oltre a fondi per lo sviluppo economico e il mantenimento di servizi, penalizzando le comunità che affrontano maggiori costi e difficoltà legate al territorio, con un impatto diretto sulla qualità della vita e l’accessibilità. Cosa si perde principalmente: Benefici Fiscali: perdita dell’esenzione IMU sui terreni agricoli e altre agevolazioni per imprese e residenti. Finanziamenti Specifici: meno fondi per infrastrutture, servizi e progetti di valorizzazione montana, come previsto dalla Legge. Supporto ai Servizi Essenziali: rischio di tagli o minori risorse per scuole, trasporti e sanità, che sono più costosi da mantenere in aree montane. Agevolazioni per le Imprese: meno incentivi per le attività economiche locali, compromettendo la sostenibilità e l’occupazione. Sostegno per le Bollette: perdita di contributi per i costi energetici (luce/gas) più elevati.
Perché avviene il declassamento (e le conseguenze): Nuovi Criteri: Una recente riforma (Legge Calderoli) sta introducendo criteri più rigorosi basati su altimetria e pendenza, escludendo comuni che prima erano classificati come montani o parzialmente montani, soprattutto nell’Appennino. Disparità Territoriali: Si teme una “montagna di serie A” (Alpi) e di serie B (Appennino), penalizzando le aree interne con condizioni socio-economiche più difficili ma meno altitudine. Impatto Sociale: La perdita dello status significa meno strumenti per affrontare problemi di isolamento, dissesto idrogeologico e costi di gestione, spopolando ulteriormente i territori e aumentando le disuguaglianze. In sintesi, l’uscita dalla classificazione montana si traduce in una riduzione significativa del sostegno pubblico, mettendo a rischio la sopravvivenza di servizi e attività economiche in aree già fragili.
Consiglieri comunali minoranza, Vincenzo Diego e Francesco Cirò

