San Basile. La sfida per salvare la scuola: «Presidio di socialità e futuro»
di Federica Grisolia – «La scuola oggi soprattutto nelle aree interne diventa un presidio territoriale da difendere in modo principale per garantire uno spazio educativo fondamentale, ma soprattutto un luogo di crescita, inclusione e socialità che non deve andare perduto». E’ quanto Caterina Pugliese, consigliera comunale di San Basile con delega alla Scuola, che in queste ore – dopo l’apertura ufficiale delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico – ha già svolto un primo incontro con il dirigente scolastico Gianfranco Maletta, con il quale sono state approfondite le prospettive future e le possibili strategie da mettere in campo affinché il plesso scolastico resti aperto. «L’apertura delle iscrizioni rappresenta un appello alle famiglie e un segnalo chiaro all’interno di una comunità. San Basile – ha aggiunto Pugliese – crede nella scuola e nel suo valore sociale ed educativo. Mantenerla aperta non è solo una questione di numeri, ma una scelta di responsabilità verso il futuro della comunità».
L’impegno per raggiungere il numero minimo per conservare autonomia all’interno dell’Istituto Omnicomprensivo Polo Arbereshe non è semplice anche alla luce della realtà demografica complessa: le nascite sono diminuite rendendo sempre più complesso garantire i numeri necessari per la continuità scolastica. Nonostante le difficoltà contingenti l’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco, Filippo Tocci, non intende arrendersi.
«Chiudere una scuola significa impoverire l’intera comunità» – ha aggiunto la consigliera Caterina Pugliese che è anche coordinatrice del progetto Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione). Negli ultimi anni, l’accoglienza di nuclei familiari e bambini all’interno del progetto ha permesso a diversi alunni di frequentare la scuola di San Basile, contribuendo concretamente a mantenerla aperta. Un’esperienza che dimostra come l’accoglienza possa trasformarsi in una risorsa per il territorio, favorendo integrazione e continuità educativa. Ora si spera che proprio l’arrivo di nuclei familiari del progetto di accoglienza possa avere ricadute utili alla continuità didattica per la scuola di San Basile.

