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“Riflessi d’inchiostro”. Quando la scrittura si fa specchio

“Riflessi d’inchiostro”. Quando la scrittura si fa specchio
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di Federica Grisolia

Esistono pensieri che non possono restare confinati nel silenzio della mente e che trovano nella carta l’unico specchio possibile. “Riflessi d’inchiostro”, l’opera del giovane Davide Cantù, nasce così: come un’urgenza, un’impronta indelebile lasciata sul foglio per dare forma al tumulto sensibile dell’adolescenza. La silloge arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore ed è disponibile anche nella versione e-book. Più che una semplice raccolta di poesie, il volume si configura come un’indagine viscerale condotta durante gli anni della formazione, un periodo in cui l’autore – nato a Merate (Lecco) – ha eletto la parola scritta a strumento privilegiato per decodificare la realtà. Nato dall’esigenza di dare forma allo sfogo riflessivo tipico dell’adolescenza, il libro apre una finestra sulla sensibilità dell’autore, offrendo al lettore uno sguardo senza filtri sul modo in cui un giovane spirito osserva e interpreta il mondo. La pagina bianca diventa lo specchio di un’intimità che non teme di mostrarsi. Il titolo racchiude l’essenza stessa di questo lavoro: è il dialogo profondo tra la sua interiorità e la realtà esterna.

L’opera si distingue per una spiccata densità simbolica e una ricchezza di immagini che trasportano il lettore in una dimensione quasi onirica, senza però mai perdere il contatto con il presente e la coesione tematica. L’autore non si limita alla contemplazione del sé, ma evolve la sua riflessione in uno sguardo critico sul mondo, analizzando le dinamiche sociali e umane attraverso il filtro delle emozioni più pure. Qui l’inchiostro diventa memoria: la scrittura che cristallizza il pensiero e lo rende eterno in un confronto costante tra ciò che sentiamo dentro e ciò che il mondo proietta su di noi. «Riflessi d’inchiostro – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – è un’opera che riesce a parlare con intensità e precisione agli occhi del lettore. È una raccolta che invita a rileggere, a soffermarsi, tentando di trasformare l’esperienza individuale in parola condivisa».

Attraverso la penna, l’autore – ingegnere matematico – condivide il suo archivio emotivo di quegli anni, segnando l’inizio di un percorso letterario caratterizzato da una profonda onestà intellettuale. L’opera sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore, al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere.

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