Redazione Paese24.it

Villapiana in fermento per le Amministrative

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di Pino La Rocca – A circa un mese dalla presentazione delle liste che parteciperanno alla competizione elettorale del 24 e 25 maggio il panorama politico locale si anima e all’orizzonte si prospetta una lunga lista di possibili candidati alla carica di sindaco. Nomi già noti nella scena politica locale e figure nuove partorite dalla società civile, talune ricche di una buona dose di autoreferenzialità, tutte comunque motivate a mettersi in gioco in prima persona alimentando curiosità, aspettative, strategie e confronti sempre più serrati.

Al momento, a giudicare dalle voci che circolano in paese e che trovano spesso riscontro sui social, si registrano 5/6 virtuali candidati a sindaco. Tanti potenziali generali, insomma, gran parte dei quali è però alla ricerca di soldati e di ufficiali da arruolare per portare voti ma privi, alcuni di loro, di carisma, di personalità e di quelle qualità umane, politiche e professionali idonee a catalizzare il consenso necessario per battere la concorrenza e conquistare la guida del Comune. E’ prematuro, in questa fase, fare nomi e tracciare identikit con il rischio di generare ulteriore confusione. Gran parte di questi potenziali candidati sono infatti destinati a fare un passo indietro ed i tentativi personali esperiti finora per darsi una certa visibilità servono solo a trovare una collocazione in uno degli schieramenti che si stanno facendo strada e che ricalcano in qualche modo la geografia, riveduta e corretta, del passato, con il risultato di far sognare una rivoluzione per poi non cambiare nulla. E’ chiaro che il tema della scelta del candidato a sindaco appare centrale.

Dal punto di vista politico, entrambi gli schieramenti intorno ai quali si è dipanata la storia politica locale non godono di buona salute, tanto che oggi si fanno strada più le spinte provenienti dalla società civile che dalla politica. Tanto che la prima e unica candidatura ufficiale, al di là di iniziative solo esplorative portate avanti dai singoli, oggi sul tavolo è quella ufficializzata nei giorni scorsi da Mariolina De Marco, recentemente candidata alla Regione e impegnata in ambito sociale e culturale la quale, all’atto della presentazione della propria candidatura, ha dichiarato di essere politicamente libera e di voler cercare il dialogo e il confronto con partiti, movimenti civici e associazioni senza porre paletti e confini prestabiliti. In ambito più strettamente politico, su entrambi i fronti, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, oggi ribattezzato “campo largo”, si sono registrati smarcamenti, fughe in avanti e diaspore che hanno frammentato la coesione politica tanto che oggi sia da una parte che dall’altra si fa fatica a mettere insieme le pedine del puzzle.

Da quanto si è saputo, nel centrodestra, nel quale Forza Italia è partito quasi egemone, è stato ricandidato Paolo Montalti considerato una sorta di “usato sicuro” rispetto alle turbolenze ed ai risultati negativi registratisi nell’ultima esperienza amministrativa, ma c’è anche chi, dopo l’ultima sonora sconfitta e con un occhio attento all’anagrafe, non dà per scontata la candidatura dell’ex sindaco, che comunque appare più che mai motivato a riprendersi la rivincita. Situazione analoga nel centrosinistra che comunque esce da un’esperienza non certo positiva e nel quale il Partito Democratico che ne è stato sempre la spina dorsale è uscito diviso e frammentato. In questo contesto, il PD, guidato dal giovane segretario Joseph Guida, ha dichiarato di aver ritrovato la necessaria compattezza interna e dato mandato all’ex capogruppo ed ex segretario del Circolo Domenico Filardi di esplorare a 360 gradi il campo largo.

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