“Le aquile di Sirio” al Salone del Libro di Torino con Aletti Editore
di Federica Grisolia
Con la sua raccolta d’esordio “Le aquile di Sirio”, Omar Altea indaga la frattura profonda tra la natura autentica dell’uomo e le maschere imposte da una società sempre più concentrata sull’ego e il profitto. L’opera – pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore – è un ritratto lucido e amaro della contemporaneità: un mondo in cui le interazioni umane sono spesso ridotte a meri scambi strategici di convenienza. «Le aquile, predatrici dalla vista acuta – spiega l’autore che vive a Venaria Reale (Torino) -, rappresentano il coraggio necessario per superare il pregiudizio. Solo in tal modo l’anima può splendere in tutta la sua embrionale verità come fa Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno». Il poeta osserva come l’incapacità di connettersi realmente con i propri sentimenti porti alla creazione di legami tossici e giudizi preimpostati. «E’ un libro adatto a chi ama una poesia simbolica e totalizzante – scrive, nella Prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti – che non teme l’eccesso e punta dritta al sublime emotivo, cercando nel linguaggio un atto di redenzione».
L’umanità, pur nascendo come un’opera d’arte preziosa che meriterebbe cure amorevoli, sembra aver smarrito la capacità di onorare le proprie sfumature. «L’uomo preferisce sfruttare la sua intelligenza per dominare il prossimo a suo danno». Di fronte a questo declino, Altea non si arrende al nichilismo, ma affida la sua speranza di redenzione agli elementi incontaminati della natura: i versi cercano rifugio e risposte nell’ordine perfetto del cosmo e nella purezza dei regni animale e vegetale. È qui che il cerchio divino dell’amore trova la sua chiusura: lontano dalle logiche di dominio umane e vicino a quelle strategie di sopravvivenza naturale basate sul rispetto reciproco di ogni singolo elemento. «La mia opera parla dell’amore assoluto, quello che Dante diceva fosse il motore dell’universo. È la disperata ricerca di quel sentimento puro e primordiale che permetterebbe, ad esempio, di avere relazioni amorose sane e leader politici virtuosi». Attraverso una scrittura evocativa e vibrante, Omar Altea ci ricorda che solo allenando l’empatia, il perdono e, soprattutto, l’amore per sé stessi, potremo occupare il nostro posto nel creato, trasformando il dolore in speranza e bellezza autentica. «La mia poesia nasce da un impulso emotivo talmente forte che non può essere confinato alla sola narrazione diretta. La sua impronta evocativa ripercorre il sentire di tutti gli animi predisposti all’azione di riconoscersi».
L’opera “Le aquile di Sirio”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata dall’autore negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «E’ un grande evento e, forse, non riesco ancora a rendermi conto pienamente. Ma desidero restare umile come una foglia al vento d’autunno». Quello che non è una foglia al vento è, invece, il messaggio che Omar vuole trasmettere al lettore: «Dentro di voi risiede la capacità di realizzarvi ed essere felice, ma occorre passare dall’ombra prima di incontrare la luce dell’anima».

