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Oriolo, lo scienziato Nisati visita la stazione sismica

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Toscani e Nisati nel loggiato del castello di Oriolo

Dopo il seminario tenutosi ad Amendolara sulla nuova scoperta nel mondo della fisica circa la “particella di dio”,  il dottor Aleandro Nisati, ricercatore della sezione INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) di Roma e nuovo Physics Coordinator dell’esperimento ATLAS, ha visitato la stazione sismica di Oriolo, facente parte della rete dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’ospite, accompagnato dalla signora Nisati e dal dirigente scolastico Vincenzo Gerundino, è stato accolto dal professor  Vincenzo Toscani, fondatore e responsabile della stazione sismica e della stazione meteorologica di Oriolo, che ha tracciato le linee essenziali del funzionamento e della storia della stazione sismica a partire dall’anno della sua fondazione, quando il responsabile dell’ING stabilì che la stazione doveva funzionare come “punto fondamentale di osservazione nell’Italia Meridionale” dei fenomeni sismici. La stazione di Oriolo è stata la prima a essere installata in Calabria dall’Istituto Nazionale di Geofisica. Nel 1981 la stazione di Oriolo, che aveva già avuto la sigla ORI dall’International Seismological Center di Newbury- Berkshire, era presente nel rapporto del Gruppo di Studio sulle esplosioni sotterranee presso la Conferenza del Disarmo di Ginevra.

Durante la visita, Nisati ha potuto osservare i sismogrammi dei terremoti di Fukushima, dell’Aquila, dell’Emilia Romagna e del Pollino, chiedendo anche le motivazioni scientifiche per cui la stazione riesce a registrare i terremoti del Cile, del Perù, del Giappone, in generale i telesismi. «La stazione, per le caratteristiche del sito (la roccia del Castello medioevale) – ha ricordato Toscani –  riesce a fare trenta mila ingrandimenti di un segnale sismico». La ricerca scientifica si è, poi, intrecciata con la storia. Il professor Toscani ha, infatti, intrattenuto gli ospiti sulla storia del Castello-fortezza di Oriolo e sui personaggi della famiglia Pignone del Carretto, che hanno dato un contributo alla storia civile e religiosa del Meridione d’Italia.

 

 

 

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