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Consorzio di Bonifica dello Jonio, Bufera su tributi. «Riscossione illegale»

Consorzio di Bonifica dello Jonio, Bufera su tributi. «Riscossione illegale»
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Ancora una volta nell’occhio del ciclone il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio con sede a Trebisacce, accusato di pretendere tributi senza elargire adeguati servizi. Ecco allora che il comitato spontaneo “Niente servizi niente tributi” ed il Codacons con sede in Corigliano Calabro tornano all’attacco e, per mezzo di una missiva indirizzata all’Autorità Nazionale Anticorruzione, al Prefetto di Cosenza ed al Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, denunciano le modalità poste in essere dal suddetto Consorzio per l’accertamento e la riscossione dei tributi consortili di bonifica.

«Il servizio di riscossione – si legge nella missiva – desta notevoli perplessità per cui, attesa l’inerzia della Regione chiamata a vigilare sugli atti dei consorzi, chiediamo alle autorità suddette l’accertamento della legittimità dell’affidamento dei servizi di accertamento e riscossione dei contributi posti a carico dei contribuenti». Il comitato spiega che il Consorzio ha affidato all’Area-Riscossioni SPA l’esazione dei ruoli pattuendo la riscossione coattiva dei tributi. «Nell’atto deliberativo di affidamento, – rileva il Comitato – manca qualsiasi riferimento ad eventuali gare per l’affidamento del servizio. L’atto deliberativo, – si legge ancora – a parere degli scriventi (Veltri, Costantino, Melsa, Parrotta e del responsabile Codacons di Corigliano) si presta pertanto a censura e ne inficia la validità perché la norma ex art 52 del Dlgs 446/1997 prevede la possibilità di disciplinare con regolamento le proprie entrate e le modalità di accertamento e riscossione delle stesse mentre non risulta che il Consorzio di Bonifica abbia esperito alcuna gara per l’affidamento di tale servizio, come è invece avvenuto in altre regioni d’Italia. In Calabria – concludono i componenti del Comitato invitando i contribuenti a non pagare – tutto questo non è avvenuto. Anzi, la suddetta Area-Riscossione, ha chiesto altresì, il versamento di 60euro senza dare alcuna giustificazione, appropriandosi elegantemente di una somma non dovuta».

Pino La Rocca

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