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Ecco perché a Trebisacce non si può parlare di Pronto Soccorso. «Rimuoviamo l’insegna»

Ecco perché a Trebisacce non si può parlare di Pronto Soccorso. «Rimuoviamo l’insegna»
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«Un appello a tutte le istituzioni preposte per la immediata rimozione dell’insegna che riporta la dicitura “Pronto Soccorso” (nella foto) presso il presidio sanitario di Trebisacce perché può essere pregiudizievole per i pazienti che vi affluiscono in situazioni di emergenza-urgenza pensando di trovare un servizio salvavita dotato di tutte le figure professionali necessarie». A cominciare dalla figura irrinunciabile dell’Anestesista che presso il Pronto Soccorso di Trebisacce risulta intermittente e in questi giorni proprio assente per la scadenza non rinnovata del Contratto con gli Anestesisti “a scavalco” da Cosenza scaduto il 20 luglio e non ancora rinnovata nonostante lo smisurato aumento della domanda collegata alla stagione estiva.

Anche per questo a lanciare questo appello  è stato il Segretario Aziendale del Sindacato Autonomo Fials Antonio Paolino con l’intento di denunciare le gravi carenze in cui versa un servizio che, non essendovi alle spalle un Ospedale per acuti, oltre a medici specializzati nelle medicina d’urgenza e della stabile figura dell’Anestesista, dovrebbe disporre h/24 di altri specialisti quali il Chirurgo, il Cardiologo e di Infermieri specializzati nel “triage” in grado quindi di valutare subito la gravità e il grado di urgenza del paziente identificandolo con il classico “codice colore”.

«In questa situazione – ha scritto ancora lo stesso Segretario della Fials – oltre ad essere a rischio la salute dei pazienti, è fortemente compromessa la professionalità dei medici e del personale sanitario costretto spesso a fronteggiare “a mani nude” situazioni difficili e complicate, rischiando spesso la denuncia e andando incontro non di rado a responsabilità civili e penali. Considerati i rischi per i pazienti che rischiano la vita e anche per il personale sanitario che opera in situazioni di grave stress psico-fisico noi – ha concluso Antonio Paolino prendendo atto e ringraziando il Governo in carica per i fondi (130milioni di euro) erogati a favore dell’edilizia sanitaria in Calabria– siamo per la sostituzione dell’insegna da “Pronto Soccorso” in “Punto di Primo Intervento”, fermo restando che siamo fortemente impegnati alla riapertura dell’Ospedale e, nel frattempo, ad ottenere al più presto tutte le figure indispensabili, a partire dagli Anestasisti, perché il Pronto Soccorso sia veramente tale a garanzia della salute delle popolazioni dell’Alto Jonio e, in questa fase, dei turisti che affollano le nostre spiagge».

Pino La Rocca

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One Response to Ecco perché a Trebisacce non si può parlare di Pronto Soccorso. «Rimuoviamo l’insegna»

  1. GIUSEPPE PAGANO 2019/07/27 at 17:44

    Sappiamo tutti che il PPI di Trebisacce non è un Pronto Soccorso.Non è un problema di insegna.La polemica è inutile e inconsistente perchè il problema del Chidichimo è oramai atavico.C’è chi con facilità qualche anno fa ha chiuso gli ospedali e c’è chi con ,altrettanto facilità e incompetenza ,non è riuscito a riaprirli.Questo,purtroppo,è ciò che conta!L’Alto Ionio è stato sfruttato ,deriso e maltrattato da un partito che da queste parti ha sempre trovato un serbatoio di voti.Si spera che questo enorme elettorato possa alle prossime elezioni regionali rivolgersi altrove.Sarebbe ora.

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