Redazione Paese24.it

Rifiuti speciali scaricati nel fiume di notte. Vasta operazione ambientale in provincia di Cosenza

Rifiuti speciali scaricati nel fiume di notte. Vasta operazione ambientale in provincia di Cosenza
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

I militari del Comando Provinciale di Cosenza e del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza hanno eseguito questa mattina un’ordinanza dispositiva di misure cautelari reali e personali per il reato di “inquinamento ambientale”,  emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza, Piero Santese, su richiesta del Sostituto Procuratore titolare dell’indagine, Giuseppe Francesco Cozzolino, e del Procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, procedendo al sequestro preventivo dell’impianto di trattamento rifiuti liquidi speciali di proprietà della Consuleco srl e del depuratore comunale, entrambi ubicati in località Mucone del Comune di Bisignano (CS) e gestiti dalla medesima società. Le indagini svolte congiuntamente dal NIPAAF Carabinieri Forestale di Cosenza e dalla Compagnia dei Carabinieri di Rende, mediante attività tecniche di intercettazioni e attività investigativa classica, hanno consentito di accertare che i due responsabili della Consuleco, Amministratore e Direttore Generale – odierni destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza – fornendo illecite direttive a 12 dipendenti della stessa ditta, anch’essi indagati, si sono resi responsabili del reiterato sversamento nel fiume Mucone di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi – provenienti da numerosi siti industriali ubicati in Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Calabria – e reflui fognari non correttamente trattati e depurati, cagionando la compromissione ed il deterioramento delle acque e del relativo ecosistema, con alterazione della composizione chimica, fisica e batteriologica, nonché dell’aspetto esteriore, del colore e dell’odore.

In particolare, i rifiuti speciali venivano conferiti presso l’impianto di trattamento della Consuleco che avrebbe dovuto trattarli per ridurre il livello di elementi inquinanti entro i limiti previsti per poi conferirli in testa all’impianto di depurazione comunale di Bisignano dove avrebbero dovuto proseguire il trattamento previsto. Tale processo invece non avveniva in quanto gli approfondimenti investigativi, corroborati da 102 prelievi effettuati sul fiume Mucone, in prossimità dello scarico ed a diverse altezze della condotte fognarie e dell’impianto di trattamento rifiuti liquidi, hanno comprovato che gli indagati, tramite una condotta di bypass, utilizzata esclusivamente nelle ore notturne, scaricavano ingenti quantitativi di rifiuti liquidi, senza sottoporli a trattamento, direttamente nella condotta fognaria di scarico e quindi nelle acque del Fiume Mucone, ove sono stati rilevati, come si evince dai campioni esaminati dall’Arpacal, livelli altissimi di elementi inquinanti, con concentrazioni anche superiori di 40.000 volte rispetto al limite di legge.

Anche le ispezioni condotte dai Carabinieri sulle sponde del fiume hanno consentito di evidenziare una coltre di schiuma torbida e scura che si estendeva sino a valle, nonché odori nauseabondi ed irritanti. Questa mattina, i militari dell’Arma hanno inoltre eseguito perquisizioni e sequestri di materiale probatorio, emessi dall’Autorità Giudiziaria delegante, presso siti industriali ubicati nei Comuni di Taranto, Brindisi, Viggiano (PZ), Motta S. Anastasia (CT), Gela (CL), Crotone (KR), Lamezia Terme (CZ), Corigliano-Rossano (CS) e Celico (CS), siti che, sulla base di regolari contratti, conferivano i rifiuti presso la Consuleco di Bisignano. A conclusione delle operazioni, come disposto dal GIP, un custode giudiziario assicurerà la continuità del processo depurativo del solo impianto comunale.

Redazione

Condividilo Subito

One Response to Rifiuti speciali scaricati nel fiume di notte. Vasta operazione ambientale in provincia di Cosenza

  1. Erminia De Paola 2020/02/14 at 23:29

    E’ una missione impossibile salvaguardare la salute delle persone partendo dalla sensibilizzazione e dall’informazione in una prospettiva di prevenzione? Se è stato possibile creare il disastro ecologico,minacciando la salute pubblica, agendo nella massima libertà, forse c’ è qualcosa che non va’ nelle procedure di controllo e di vigilanza …
    E non è forse decennale la riflessione condivisa dai più che individua nell’inquinamento ambientale una delle cause piu’ frequenti di morte (le stime parlano chiaramente di un incremento di tumori).
    Educazione ambientale e civica nelle scuole e,da parte nostra,comuni cittadini, testimonianze ed esempi di buone prassi.E,ancora, sinergie possibile nella costruzione di una rete di organismi preposti al controllo ed al rispetto delle regole.Chi sbaglia paga…tutti…nessuno escluso…

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *