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Difendiamo l’Alto Jonio dal Coronavirus. Parla un medico di famiglia

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Coronavirus: non c’è stato alcun decesso in Calabria. Il Piano Operativo predisposto dalla Regione Calabria, da quanto si è saputo, prevede l’incremento di 50 posti-letto di Terapia Intensiva che così arriverebbero in tutto a circa 150, più 140 nuovi posti-letto per malattie infettive e pneumologiche e, in una seconda fase, l’allestimento di un Ospedale esclusivamente Covid per ciascuna delle 5 Aziende Provinciali. Ma, dal momento che la situazione potrebbe aggravarsi, dobbiamo prenderne coscienza e dare impulso alla prevenzione come strumento-cardine per evitare che la Calabria, con le sue carenze, si trasformi in un lazzaretto. STARE A CASA è dunque la migliore medicina preventiva per scongiurare il contagio di massa. In fin dei conti ci viene chiesto di osservare quelle poche norme igienico-sanitarie e, soprattutto, di stare il più possibile a casa. Una cosa, questa, finora rivelatasi un po’ indigesta soprattutto ai giovani, ma non solo. E pensare che ai nostri padri e ai nostri nonni, come ha scritto qualcuno sul web, veniva chiesto di abbandonare la propria casa e i propri affetti e andare in guerra, al fronte, a rischiare la vita. E tantissimi non sono infatti più tornati. A noi viene chiesto di…stare sul divano, eppure tantissimi sono riluttanti e metteno a rischio la propria pelle e quella degli altri, tra cui anche i propri familiari.

«La situazione è molto seria – ha scritto il dottor Leonardo Diodato, Medico di Base a Villapiana – perché il Covid-19 è estremamente contagioso, è asintomatico durante la sua incubazione che può durare da 2 a 14 giorni e, se è vero che molti se la cavano, è altrettanto vero che molti non ce la fanno. Al momento – ha spiegato il dr. Diodato – non ci sono farmaci efficaci: gli antibiotici non funzionano, si usano solo terapie sperimentali e la cura più efficace è l’intubazione, ma in tutta la Calabria, al momento, abbiamo solo 107 posti di Rianimazione per cui l’unico rimedio è quello di ridurre al minimo il contagio attraverso condotte prudenti. I bambini positivi – ha aggiunto il dr. Diodato – non hanno sintomi ma sono degli “untori” pazzeschi perché diffondono il virus con facilità colpendo per prima i genitori e i nonni anziani. L’unico modo per evitare la diffusione è STARE A CASA e limitare i contatti umani mantenendo le distanze, lavandosi sempre le mani con sapone e con le soluzioni alcoliche, rispettando le atre piccole raccomandazioni.

In fin dei conti – ha ammonito il medico Villapianese – ci viene chiesto di… salvarci la pelle: rispettiamo dunque le prescrizioni, cerchiamo di vincere questa battaglia con l’esempio, con l’aderenza all’isolamento, che resta il modo migliore per arrestare il contagio e cerchiamo in tutti i modi di essere più coscienti e più responsabili. Per i medici di famiglia – ha concluso il dottor Leonardo Diodato – non è semplice mantenere le distanze perché sono tutti impegnati in prima linea a dare sollievo alle sofferenze altrui e, pur con le dovute cautele, non possono non avere contatti, ma dobbiamo essere tutti uniti e solidali e dare una grande prova di civiltà, di maturità e di condivisione. Ne va della nostra vita e di quella degli altri, tra cui, i nostri cari!».

Pino La Rocca

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One Response to Difendiamo l’Alto Jonio dal Coronavirus. Parla un medico di famiglia

  1. Giuseppe Pagano 2020/03/14 at 11:11

    Grazie,come medico e come cittadino dell’Alto Ionio,per i consigli del Dr. Leonardo Diodato,professionista da prendere a modello per tutti noi colleghi piu’ giovani.Un saluto ed un abbraccio.

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