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Coronavirus. Che fine hanno fatto i tamponi di Castrovillari?

Coronavirus. Che fine hanno fatto i tamponi di Castrovillari?
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Continua l’attesa per l’esito dei tamponi effettuati a Castrovillari dopo il secondo caso di Coronavirus nella città del Pollino. Il paziente 65enne, secondo i dati dell’Asp, risulta ormai guarito dal Covid-19 (dunque, attualmente in città, si contano zero contagiati) ma, nel frattempo, non si conoscono ancora i risultati di tutti i tamponi effettuati sulla cerchia dei contatti dell’uomo. Ben 187, considerato il ricovero (per traumi causati da una caduta) del paziente presso l’ospedale di Castrovillari, dopo essere stato al pronto soccorso, trasportato da un’ambulanza privata. Tante, dunque, le possibili persone coinvolte, a partire dai vigili del fuoco, che lo hanno soccorso in casa, dal personale ospedaliero, da qualche paziente e da alcuni dipendenti della ditta di servizi esterni. Di questi citati, la certezza dell’esito negativo dei tamponi comunicata dallo stesso sindaco, Mimmo Lo Polito. Poi, più nulla. Nessuna notizia. Quantomeno ufficiale. Tempo di attesa dei risultati dopo il prelievo di un tampone: 72 ore. Ora si è arrivati a sette giorni. Anche i nuclei familiari, abitanti nello stesso palazzo, erano stati messi in quarantena cautelativa e sottoposti a tampone lo scorso 6 maggio. Che fine hanno fatto questi tamponi? Come mai i risultati tardano ad arrivare? In tanti, a Castrovillari, si fanno questa domanda. A questo punto, i tamponi dovranno essere ripetuti e, di conseguenza, per gli interessati prolungata la quarantena cautelativa?

Un silenzio di certo poco rassicurante dopo la denuncia del deputato del M5S Francesco Sapia, che ha rilanciato la testimonianza di un operatore di un 118 secondo cui «in Calabria potrebbero essere stati congelati migliaia di tamponi non processati, con grave pregiudizio per la tutela della salute dei calabresi». Polemica subito smentita dalla presidente della Regione, Jole Santelli: «si tratta di notizie false e tendenziose, manifestamente infondate e tese a denigrare l’immagine di una regione che, invece, ha risposto brillantemente all’emergenza». Intanto, i dubbi continuano, con buona pace di chi attende. 

Federica Grisolia

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