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Trebisacce. Possibile ricovero di pazienti negativizzati da Covid-19. Ecco le condizioni

Trebisacce. Possibile ricovero di pazienti negativizzati da Covid-19. Ecco le condizioni
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Possibile il ricovero dei post-acuti presso il Reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Trebisacce, ma a determinate condizioni. A partire dai due tamponi eseguiti a debita distanza l’uno dall’altro che ne certifichino l’avvenuta negativizzazione dal contagio da Covid-19. E’ questa, secondo quanto ha riferito, anche a nome degli altri medici, il Primario dell’UOC di Lungodegenza dottor Francesco Lamenza, la “condicio si ne qua non” che medici e infermieri del “Chidichimo” chiedono come garanzia per accettare di accogliere ed assistere i pazienti post-acuti che, una volta liberatisi dal contagio, hanno bisogno di cure e di assistenza sanitaria per eventuali patologie insorte durante il decorso ospedaliero.

Sono del resto le stesse condizioni che il sindaco Franco Mundo ha chiesto al Commissario Straordinario Giuseppe Zuccatelli venuto in visita presso il “Chidichimo” per incominciare, finalmente, a programmare quanto è necessario, in termini di attrezzature e di personale, sia per consentire il ricovero di alcuni pazienti post-acuti da Covid-19 sia per la graduale riapertura del “Chidichimo”. A cominciare dalla Lungodegenza che, secondo quanto prevede il Piano Regionale della rete ospedaliera calabrese, dovrà diventare Divisione di Medicina Generale. Cosa, questa, confermata dallo stesso Primario Lamenza, che però si potrà verificare quando sarà reso disponibile il necessario capitale umano e tecnologico.

«Valuto positivamente – ha dichiarato il geriatra dottor Lamenza – la visita nel nostro presidio sanitario del Commissario Zuccatelli, col quale abbiamo condiviso il comune e costruttivo interesse riguardo ai pazienti da ospitare nella nostra struttura. Certo – ha aggiunto il Primario della Lungodegenza – l’accordo e la nostra disponibilità ad accoglierli è ancora da formalizzare e tutto dipenderà dall’incontro che avremo giovedì prossimo 21 maggio presso la sede dell’Asp di Cosenza. Da parte nostra – ha precisato il dottor Lamenza a scanso di equivoci e di fraintendimenti – i pazienti con pregresso contagio da Coronarovirus, ora negativi a 2 tamponi eseguiti alla debita distanza secondo quanto prevede la regolamentazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), in ogni caso vanno sistemati nell’area della ex RSA, nella quale sono disponibili 6/8 posti-letto, che comunque presentano come problematica l’assenza della doccia per ogni stanza, per cui è necessario risolvere prioritariamente questo problema. Ovviamente – ha aggiunto il Responsabile della Lungodenza – prendiamo per buono il dichiarato impegno del Commissario Zuccatelli di individuare e di assegnare alla nostra struttura il personale medico e infermieristico attualmente già in servizio presso l’ASP di Cosenza.

In ogni caso – ha precisato ancora il Primario dr. Lamenza – deve essere chiaro che la nuova RSA non deve interferire e compromettere l’operatività della Lungodegenza che deve rimanere autonoma e libera da ogni possibile contatto con i suddetti pazienti. Naturalmente, – ha concluso il Dirigente-Medico dr. Lamenza – al Commissario Zuccatelli abbiamo confermato la nostra disponibilità alle suddette condizioni, ma credo che le decisioni finali spettino allo stesso Commissario Straordinario di concerto con i Dirigenti-Medici del Policlinico “Mater Domini” di Catanzaro».

Pino La Rocca

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