Redazione Paese24.it

«Fermi i lavori per la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide»

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«Mi duole evidenziare che i lavori del nuovo Ospedale della Sibaritide, sono praticamente fermi. Con la stessa chiarezza con cui nelle settimane scorse avevo annunciato l’imminente riapertura del cantiere, oggi ribadisco che la ditta concessionaria dell’opera non ha rispettato gli impegni assunti nel cronoprogramma di inizio attività». È quanto dichiara il presidente del Gruppo UDC in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, riguardo al rallentamento dell’iter di realizzazione del nuovo ospedale di località Insiti, a Corigliano-Rossano.

«Bisognava presentare alla Regione – precisa Graziano – una serie di documenti propedeutici all’avvio delle procedure di realizzazione della struttura e bisognava anche impostare entro agosto le fondamenta dell’immobile, con la base in calcestruzzo. Non è avvenuto nulla di tutto ciò. Occorre, allora, che la Regione sia più solerte e attenta rispetto a questa vicenda. Perché prima di programmare nuovi investimenti per la sanità è opportuno definire e chiudere la partita su quelli già in itinere».

«È apprezzabile la notizia appresa proprio ieri – aggiunge, ancora, il consigliere regionale – dell’arrivo di nuove ed importanti risorse, pari a 170 milioni di euro, per la riprogrammazione dei servizi ospedalieri in Calabria. Questa ottima iniziativa però potrebbe non bastare se si lasciano irrisolte questioni, come quella dei nuovi ospedali, che si trascinano dietro da decenni senza che si trovi una soluzione chiara e definitiva»

Graziano annuncia che «chiederà al presidente della Commissione consiliare sulla Sanità di convocare il dirigente generale del Dipartimento sanità, Francesco Bevere, per sapere a che punto sia l’iter di realizzazione dei nosocomi, con particolare riferimento a quello della Sibaritide che – afferma – è quello con maggiore priorità, considerato il deserto di servizi sanitari che purtroppo c’è in questo territorio. E poi anche per sollecitare lo stesso dirigente ad essere più severo nei confronti della ditta concessionaria dell’opera».

Federica Grisolia

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