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“Grigio ardesia” di Francesca d’Errico con l’encomio del maestro Quasimodo

“Grigio ardesia” di Francesca d’Errico con l’encomio del maestro Quasimodo
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Ritorna in libreria, con un nuovo libro di liriche, la poetessa casertana Francesca d’Errico, che in questi anni si è contraddistinta per la qualità dei suoi versi. Le sue poesie, brevi e intense, sono molto apprezzate da Alessandro Quasimodo, autore, attore e regista teatrale, figlio del Premio Nobel Salvatore Quasimodo. Il maestro l’ha spesso accompagnata nelle presentazioni dei libri al pubblico e ne ha curato le prefazioni. Anche per questo nuovo lavoro di d’Errico, dal titolo “Grigio ardesia” ed editato da Aletti nella collana “I Diamanti”, Quasimodo ha espresso parole d’encomio. «Ritroviamo termini specifici che indicano una precisione lessicale desunta da indubbie competenze e, nel contempo, vocaboli indefiniti, vaghi, privilegiati da Leopardi» afferma Quasimodo e, riferendosi più specificamente al linguaggio, si spinge oltre, dichiarando che ha “un ritmo che incanta, in una sorta di magia del verso grazie all’intima fusione tra significante e significato».

La poetessa (classe 1953) nasce a Capua, Caserta. Già docente di Filosofia e Storia nei Licei, si dedica da molti anni alla scrittura e alla poesia, maturando un robusto curriculum. Ha pubblicato, a datare dal 1988, raccolte di poesia e ha partecipato a concorsi e premi nazionali e internazionali, ottenendo lusinghieri risultati. È inserita in Enciclopedie di poesia contemporanea e sue liriche sono state tradotte in lingua francese e inglese.

In “Grigio ardesia” ritorna, con nuove parole, ai temi ricorrenti del suo poetare, che sono, come lei stessa asserisce: «La ricerca del piacere nel “bello”, il “tendere” all’irraggiungibile significato dell’umana esistenza e la passione di raggiungere il “corpo” di profonde emozioni, sentimenti e tonalità affettive».

La penna di d’Errico assorbe nutrimento dal mondo reale, e da ciò che la circonda, e ne fa la materia palpabile del suo canto. «La realtà del vivere è fonte inesauribile per la mia ispirazione – chiarisce la poetessa -. La stessa “cosa vista” si propone ai miei occhi ed alla mia persona attraverso idealità che mi spingono ad elaborare e rappresentare nei versi». Quei versi così magnetici per la combinazione di ritmo e parole, che generano pennellate di scorci intimi dalla potente carica emozionale. Ed è naturale, per chi è alla ricerca di un libro di poesie che distragga dalla vita ordinaria, seguire le orme della poetessa mentre si incammina verso “Il bosco del mondo”, colmo di grande trasporto per la vita: “E cammino / tra correnti impetuose / e folate di gioia / tra cerchi fluenti / di timide stelle// sono un arco / di eterne partenze/ una magica sosta / nelle pause del tempo / un ritmo gioioso / che affiora / che suona / dentro il bosco del mondo”.

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