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Roseto. Giovane colpito da ictus. Ancora una volta l’ambulanza arriva senza medico

Roseto. Giovane colpito da ictus. Ancora una volta l’ambulanza arriva senza medico
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Un giovane di Roseto Capo Spulico, colpito da un ictus, nei giorni scorsi, è stato soccorso da un ambulanza non medicalizzata e solo successivamente, viste le condizioni di salute critiche, è stato allertato l’elisoccorso per il trasporto d’urgenza all’Ospedale di Cosenza. Fortunatamente il 40enne rosetano, bagnino di salvataggio in una nota struttura balneare del posto, è riuscito a superare la fase critica ed è ora ricoverato presso il nosocomio cosentino, ma la vicenda ha riportato alla mente quanto accaduto al suo collega, Piero Roma, deceduto a causa di un infarto lo scorso novembre. Anche in questa circostanza, infatti, l’ambulanza inviata dal 118 era priva di medico a bordo e, nonostante la tempestività dei soccorsi del personale sanitario giunto sul posto, la sua giovane vita si spense lasciando profonda amarezza e tantissima rabbia.

Due storie diverse, il cui comune denominatore è, ancora una volta, l’inadeguatezza della sanità calabrese con le sue inefficienze e mancanze, soprattutto nella zona dell’Alto Jonio, in cui pesano l’assenza di un presidio ospedaliero attivo e funzionale, di un Pronto Soccorso adeguatamente strutturato e di una rianimazione ad esso collegata, la carenza di personale e l’impossibilità di garantire un primo intervento con ambulanze medicalizzate che possano stabilizzare i pazienti per il trasferimento in ospedale. Le comunità di questo territorio sono costrette a vivere in una costante incertezza, nonostante la presenza dell’Ospedale “Chidichimo” di Trebisacce (ora prossimo a diventare “Covid Hospital”) chiuso da ormai troppi anni e per cui vi è una sentenza del Consiglio di Stato per la riapertura.

«Siamo stanchi di doverci affidare al caso, alla fortuna, alle preghiere, ogni qualvolta ci sia il bisogno di soccorsi – ha affermato il sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia. Quel diritto alla salute costituzionalmente sancito deve valere anche qui, nell’Alto Jonio Cosentino».

Federica Grisolia

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