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ULTIM’ORA – Galantino nuovo segretario generale della Cei. Ma il vescovo resterà a Cassano

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Galantino e Bagnasco al momento dell'ordinazione del presule pugliese come vescovo della Diocesi di Cassano. I due si ricontreranno ora direttamente alla Cei

Galantino e Bagnasco al momento dell’ordinazione del presule pugliese come vescovo della Diocesi di Cassano, il 25 febbraio 2012. I due si rincontreranno ora direttamente alla Cei

Don Nunzio Galantino, vescovo della Diocesi di Cassano all’Ionio, la più piccola della Calabria, è stato nominato da Papa Francesco nuovo segretario generale della Cei: la Conferenza Episcopale Italiana presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco. Galantino, 65 anni, originario di Cerignola (Fg) è da poco meno di due anni pastore della diocesi cassanese che comprende una cinquantina di parrocchie tra costa jonica e Pollino, con poco più di 100 mila abitanti. Il neo segretario generale della Cei ha chiesto a Papa Franceco una particolare dispensa per poter continuare a guidare contemporaneamente anche la Diocesi di Cassano.

Galantino, vescovo semplice, aperto al dialogo e alla comunicazione sociale è da subito entrato nel cuore della gente di questo lembo di Calabria non lesinando energie per poter partecipare ad ogni appuntamento al quale viene invitato: da Rocca Imperiale a Mormanno. Galantino, nominato con decreto del 28 dicembre, succede al vescovo Mariano Crociata in un periodo alquanto delicato per la Chiesa e per la Cei, investite da importanti riforme targate Papa Bergoglio. L’incarico di Galantino, che proprio qualche settimana fa ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Paese24 Magazine, è ad interim e durerà sino a maggio 2014, giusto il tempo di apportate le dovute modifiche allo statuto della Cei, con in vista importanti novità.

L’annuncio ufficiale è giunto pochi minuti fa (lunedì 30 dicembre), contemporaneamente, nella cattedrale di Cassano e in Vaticano, con la lettura del decreto pontificio e di una lettera (inedita per una Diocesi) con la quale il Santo Padre s’è rivolto direttamente alla comunità diocesana come a «chiedere il permesso», ha scritto nella missiva, di potere usufruire dell’impegno del suo Pastore nell’importante ruolo al servizio della Chiesa italiana.

«Certo, Roma è un po’ lontana da Cassano – ha dichiarato a caldo Galantino -. Ma questo non mi spaventa. Ho sempre viaggiato e continuerò a farlo. La scelta di rimanere Vescovo residenziale penso che mi aiuterà a rendere il mio servizio senza perdere mai di vista tutta la bellezza, ma anche tutta la fatica che comporta la vita ordinaria di una Chiesa Diocesana».

Galantino è un otusider, il cui nome non circolava nei corridoi del Vaticano, ed è l’esempio lampante di come Papa Francesco voglia riformare la Chiesa, abolendo carrierismi e investendo sugli uomini.

Vincenzo La Camera

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