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Trebisacce, si lavora per ripulire il paese dai copertoni d’auto

Trebisacce, si lavora per ripulire il paese dai copertoni d’auto
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Una foto di repertorio

Prosegue incessante, per mano del delegato all’Ambiente Gianpaolo Schiumerini, l’attività dell’esecutivo comunale tesa a ripulire dai rifiuti e dai copertoni di auto e quindi a riqualificare molte aree del paese che da tempo risultavano mortificate dal degrado, ma così facendo e non cercando, invece, di risalire agli autori del diffuso degrado ambientale, si rischia di assecondare “i furbi”, gli incivili e di sperperare parte di quelle risorse pubbliche che per la verità sono sempre più poche. E’ quanto sostengono molti cittadini virtuosi e avveduti che, in presenza dell’ennesima spesa sostenuta dal comune (altri 2mila500 euro dati ad una ditta privata per il loro recupero e smaltimento) per ripulire il territorio comunale dai copertoni disseminati clandestinamente un pò dovunque, non ci stanno a questo gioco e non vogliono pagare per gli altri.

Ogni argine di strada, ogni tratto di torrente, di pineta o di spiaggia, è infatti buono per disfarsi di carcasse di pneumatici usurati: in taluni punti del territorio comunale già ripuliti in precedenza, sono infatti presenti numerosi copertoni, talvolta vere e proprie cataste, probabilmente scaricate con i camion. Si tratta in realtà di un “vizio” antico, frutto della tanto decantata civiltà dei consumi e del classico ’uso e getta”, che ha portato piano piano a infestare il territorio comunale di rifiuti tossici come i copertoni che, come è noto, presentano caratteristiche di biodegradabilità pari quasi allo zero, nel senso che, se non si interviene con la rimozione e la consegna a i consorzi di riciclaggio specializzati, restano presenti sul territorio per anni e anni, abbruttendo e deturpando l’ambiente. Bene fa, dicono questi cittadini, il comune a intervenire ed a fare opera di bonifica ma, come sempre, ogni medaglia ha un rovescio e, così facendo, si rischia di venire incontro a chi, per smaltire i copertoni, dovrebbe far fronte con il proprio portafogli. Addirittura, dicono in molti, così facendo e mettendo mano a fondi del bilancio comunale, si rischia di incoraggiare l’importazione clandestina di copertoni anche dai paesi vicini. Cosa che, secondo molti, già avviene da tempo. Eppure, fanno osservare questi cittadini, oggi esiste una normativa ben precisa che obbliga i gommisti ed i meccanici ad avere un registro di tracciabilità, sia in entrata che in uscita, degli oli esausti, delle batterie, dei copertoni… E, siccome il cambio delle gomme di solito non avviene col sistema del “fai da te”, sarebbe facile risalire alle responsabilità, magari con l’aiuto delle Forze dell’Ordine che, in materia, hanno facile accesso agli atti e possono quindi scovare e perseguire chi si rende colpevole di questo vero e  proprio reato ambientale.

Pino  La Rocca

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