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Mandatoriccio. Dai più piccoli un inno alla diversità con i calzini spaiati

Mandatoriccio. Dai più piccoli un inno alla diversità con i calzini spaiati
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L’opportunità di lanciare un messaggio di solidarietà e inclusione, attraverso un’azione semplice, ma ricca di significati. È questo l’obiettivo della “Giornata dei calzini spaiati”, celebrata il primo venerdì di febbraio e ormai diventata anche un fenomeno social. Dai più piccoli ai più grandi, con i calzini di diverso colore, forma e lunghezza. Proprio questi indumenti sono diventati metafora della diversità perchè, anche se spaiati, rimarranno sempre e comunque dei calzini. Tra gli Istituti che hanno aderito all’iniziativa, nata una decina di anni fa dall’idea di una scuola elementare di Terzo di Aquileia (provincia di Udine), anche il Comprensivo Mandatoriccio, guidata dalla dirigente scolastica, Mirella Pacifico. Chiaro il messaggio: «Tutti siamo uguali, seppur diversi, e ognuno di noi è unico e speciale». In occasione della manifestazione di sensibilizzazione, tutti gli alunni, ma anche i docenti, hanno indossato simbolicamente calzini spaiati e ne hanno appeso tanti, allegramente colorati, all’ingresso di ogni plesso dell’istituto.

All’iniziativa hanno preso parte attiva tutti i plessi scolastici dislocati nei cinque comuni in cui opera il Comprensivo, vale a dire, Calopezzati, Campana, Mandatoriccio, Pietrapaola e Scala Coeli. Particolarmente soddisfatta la dirigente Pacifico. «Colori, forme, misure diverse dei calzini appesi per ricordare a tutti  che non importa il colore della pelle, la forma degli occhi o la lingua diversa. Ogni essere umano è uguale agli altri».

Il consigliere nazionale, nonché referente per la Calabria della Società italiana di Sociologia, Antonio Iapichino, nel commentare l’evento realizzato nella scuola mandatoriccese, ha evidenziato che «attraverso un piccolo segnale la possibilità di strutturare un importante e, si auspica anche duraturo, nuovo approccio di tipo sociale. Se per un giorno non teniamo conto del giudizio altrui circa i calzini indossati, perché, invece, ci preoccupiamo di questo pensiero nella quotidianità della vita? Non dobbiamo e non possiamo sentirci diversi. Siamo tutti uguali! Ma uguali nella diversità».

Federica Grisolia

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