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Corigliano. Una marcia in ricordo delle vittime del naufragio di Cutro

Corigliano. Una marcia in ricordo delle vittime del naufragio di Cutro
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di Antonio Le Fosse – Tanta partecipazione alla marcia “Un Mare di Speranza” in ricordo delle vittime del naufragio di Cutro a Corigliano-Rossano. Si è vissuto un momento di riflessione comune, di sensibilizzazione e cordoglio per le tante, troppe vite perse in mare, a Steccato di Cutro e non solo, in tutto il Mediterraneo, mentre cercavano di raggiungere le nostre coste per una vita migliore. L’amministrazione comunale di Co-Ro, in piena sintonia con il CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi) e la Parrocchia di Santa Maria ad Nives, hanno voluto organizzare una marcia simbolica che ha visto la presenza, oltre di diverse autorità, di molti cittadini, bambini, studenti dell’intera area-urbana di Corigliano-Rossano. Presenti all’iniziativa anche l’intero Consiglio Comunale dei Ragazzi.

In corteo il sindaco Flavio Stasi, il baby-sindaco Alessandro Bianco, il presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo, ma anche diversi assessori e consiglieri comunali. La marcia è terminata sulla spiaggia di Schiavonea dove, dopo gli interventi delle autorità e di padre Francesco Ansalone, è stata lanciata una corona di fiori in mare da parte dei due consiglieri comunali: Biagio Frasca e Liliana Zangaro. Significativo l’intervento del sindaco Stasi che ha dichiarato: «Oggi abbiamo vissuto una manifestazione di umanità, ma anche di riflessione. I calabresi sono un popolo di migranti. Tanti calabresi sono morti in mare, sono morti nelle miniere di altri paesi e nei cantieri lontani da casa. Nessuno di noi lo dimenticherà mai. C’è chi chiede 10 mila euro per portare persone su un barcone col rischio di naufragare e lasciarle in mare. Chi potrebbe mai essere tenero con gli scafisti? Ma la nostra cultura e la nostra storia, ci impongono di riflettere ed interrogarci sul fatto che ci sono persone, uomini e donne, genitori, che sono disposti a pagare 10 mila, 15 mila, 20 mila euro e rischiare di morire pur di mettere piede sull’altra sponda del mare. Centinaia di migliaia di persone. Ringrazio, in modo particolare, quanti hanno preso parte alla marcia di oggi, tra cui le diverse associazioni del territorio, le scuole, i cittadini, gli studenti, il consiglio comunale dei ragazzi, per aver marciato insieme a noi per dare un segnale di umanità e speranza».

Anche il baby-sindaco Alessandro Bianco, per l’occasione, ha voluto prendere la parola rilasciando la seguente dichiarazione: «Non è facile trovare le parole giuste per esprimere le forti emozioni che provo rispetto alla strage di Cutro. Se penso a quello che è successo, a quante vite spezzate, quanti sogni infranti, mi sento fortunato di essere nato dalla parte giusta, dove il mio unico pensiero è quello di andare a scuola o andare a giocare a calcetto e non a quello che potrò mangiare durante il giorno o se potrò ripararmi dal freddo. Molti non notano questa fortuna e sembrano quasi insensibili a quello che è successo. Il punto fondamentale è il valore dell’essere umano in quanto tale, se mettessimo questo al centro del nostro principale interesse, stragi come quelle di Cutro non si verificherebbero più. Dobbiamo fermare i trafficanti di essere umani, affinché non continuino a disporre della vita di tante persone tra cui molti innocenti. I viaggi della speranza non si devono trasformare in viaggi della morte. Vorrei vivere in un mondo dove tutti fossimo uguali, dove non ci siano distinzioni perché agli occhi di Dio siamo tutti suoi figli. Rinnovo, infine, il mio appello affinché non si ripetano più simili tragedie in futuro».

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