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Corigliano. Due premi per gli arbitri più talentuosi. Un fischietto è “rosa”

Corigliano. Due premi per gli arbitri più talentuosi. Un fischietto è “rosa”
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di Cristian Fiorentino – Si è svolta presso la sala degli specchi del castello di Corigliano, la cerimonia di premiazione della seconda edizione 2023 “Premio Beschin” e “Premio Bellucci-Savoia”. Manifestazione prestigiosa, svoltasi venerdì 23 giugno scorso, ideata e predisposta dalla sezione “Associazione Italiana Arbitri” di Rossano in sinergia con diversi partner che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento.

«L’intento della delegazione arbitrale jonica – ha affermato il presidente Aia Rossano Francesco Filomia – è stato quello di ricordare in primis tre grandi “Uomini” prima che tre grandi “Arbitri”: due nostri associati Cosimo Bellucci e Giuseppe Savoia e un nostro associato aggiunto come Gianni Beschin. Anche non avendo fatto mai parte della nostra sezione, Beschin ha partecipato a tante nostre riunioni tecniche con la sua costante vicinanza al mondo arbitrale e alla nostra sezione in particolare. Da venti anni risiedeva nella nostra città ed è stato un punto di riferimento e un esempio per la formazione dei nostri affiliati. Doveroso da parte nostra mantenere viva la memoria di queste tre grandi figure per la seconda edizione nello splendido scenario del castello di Corigliano dove abbiamo omaggiati due arbitri in particolare che si sono distinti nel corso dell’ultima stagione. La storia – ha rimarcato F. Filomia – ricostruisce il presente e insegna e preparare il futuro.  Belluci e Savoia hanno rappresentato le fondamenta della nostra sezione che oggi sono solide e che hanno permesso di fortificare quella che è una divisione punto di riferimento del panorama arbitrale calabrese. I nostri numeri, infatti, parlano chiaro perché vantiamo una delle prime sezioni regionali con oltre centonovanta associati e con un ottima rappresentanza nazionale. Basti pensare a Baratta, di Corigliano arbitro di serie C, un assistente di serie C, un osservatore arbitrale di serie A, un osservatore in serie C, quattro arbitri e un assistente in serie B, un arbitrato nel calcio a 5 nazionale e diversi osservatori arbitrali a livelli nazionali e regionali. Sezione ben rappresentata e se si sono raggiunti questi risultati il merito è dei formatori e tra questi quelli più importanti sono stati proprio Beschin, Bellucci e Savoia».

Il premio “Beschin”, infatti, è stato assegnato all’arbitro internazionale Marco Di Bello come associato Aia che si è distinto nel corso dell’annata sportiva. Il premio “Bellucci-Savoia”, invece, è stato conferito a Margherita Pittella come miglior arbitro emergente dell’Eccellenza calabrese, sezione di Crotone, che rappresenta il futuro della stessa associazione. Durante l’evento hanno presenziato e sono intervenuti diversi ospiti come i componenti del comitato nazionale Aia Stefano Archina’ e Michele Affinito, il membro della commissione nazionale dilettanti Dino Tommasi , il vice presidente del Cra Calabria Giampaolo Bianchi, il delegato distrettuale Lnd Rossano Giovanni Bruno, i due premiati come l’arbitro internazionale Marco Di Bello e l’arbitro di Eccellenza calabrese Margherita Pittella e il sindaco del comune Flavio Stasi.

«Non è mai semplice scegliere – ha aggiunto il presidente Aia di Rossano F. Filomia – a chi assegnare i premi perché vi sono tanti arbitri e dirigenti nell’Associazione Italiana Arbitri che fanno bene il proprio lavoro. Quest’anno è stato un onore consegnare un così ambito riconoscimento come il premio Beschin all’arbitro internazionale Marco Di Bello e il premio Bellucci-Savoia a Margherita Pittella, perché entrambi incarnano i principi cardine della nostra associazione che esaltano la figura dell’uomo e dell’arbitro. Con queste premiazioni la sezione di Rossano vuole ricordare le persone che hanno fatto qualcosa di considerevole con uno sguardo verso l’avvenire». Particolare e pregiata la scultura in argento, assegnata come riconoscimento ai due arbitri, consistente in due mani aperte che sostengono il mondo con un ramoscello di ulivo alla base come segno beneaugurante per la pace di cui se ne avverte l’esigenza specie in questo delicato periodo storico mondiale.

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