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Trivellazioni, amministratori locali a Roseto. Iniziative istituzionali in agenda. «Ma serve azione popolare»

Trivellazioni, amministratori locali a Roseto. Iniziative istituzionali in agenda. «Ma serve azione popolare»
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Un tratto di spiaggia a Montegiordano

Un tratto di spiaggia a Montegiordano

Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, durante la sua visita in Calabria di luglio, con molta probabilità farà tappa nell’Alto Jonio cosentino e quindi a Roseto, ospite dell’Amministrazione comunale che si sta spendendo in queste settimane in un dialogo costante con le forze politiche e sociali del territorio per scacciare dal mare jonio i fantasmi, sempre più concreti, delle trivellazioni petrolifere.

L’annuncio della visita del ministro è stata data nel corso dell’incontro di lunedì scorso nella sala consiliare di Roseto dal consigliere regionale Mario Franchino (Pd), il quale ha ricevuto una telefonata dal dicastero. Franchino ha provato a gettare acqua sul fuoco in merito alla polemiche emerse sulla stampa locale per la mancata partecipazione dello stesso Orlando (per problemi di salute) all’incontro romano che ha visto protagonista una delegazione istituzionale dell’Alto Jonio. «Probabilmente questa telefonata da Roma è giunta proprio in seguito ai nostri malumori – ha commentato il vice sindaco di Roseto, Rosanna Mazzia. Nei palazzi devono cominciare a capire che la Calabria sta cambiando». Intanto il no alle trivellazioni si muove maggiormente sul fronte istituzionali, con più frecce pronte ad essere scoccate.

La catena umana realizzata l'anno scorso sulle spiagge materane vicine all'Alto Jonio cosentino per protestare contro il rischio trivellazioni

La catena umana realizzata l’anno scorso sulle spiagge materane vicine all’Alto Jonio cosentino per protestare contro il rischio trivellazioni

Oltre alla visita del ministro, martedì 11 luglio si riunirà sempre a Roseto la IV commissione Ambiente della Regione Calabria con il suo presidente Gianluca Gallo e il deputato calabrese Pd Ernesto Magorno starebbe lavorando per un’audizione presso la Consulta Ambiente alla Camera dei Deputati. Anche se il nodo centrale, come ha sottolineato anche il consigliere provinciale Mario Melfi, presente all’incontro rosetano, resta l’art. 35 del decreto “Cresci Italia” voluto dall’ex ministro alla Sviluppo economico Passera che di fatto autorizza queste indagini conoscitive da parte delle compagnie petrolifere che potrebbero portare subito dopo alle trivellazioni vere e proprio, riconoscendo agli enti locali royalties irrisorie. Doppia beffa, dunque: danni ambientali e tasche vuote.

Sta di fatto però che la protesta “no triv” nell’Alto Jonio resta ancora soltanto istituzionale. Emerge una grossa difficoltà a coinvolgere la piazza e le associazioni del territorio, fermo restando che anche alcuni sindaci stanno prendendo sotto gamba il problema. Queste lacune sono emerse anche dagli interventi del geologo Vincenzo Laschera, vicino al movimento No Triv di Lucania e Calabria (comitato ma ancora troppo spaccato e vittima di inutili gelosie) a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni dell’altro consigliere regionale (di Rifondazione Comunista) presente al “tavolo” di Roseto, Damiano Guagliardi. I due hanno espresso il pensiero di organizzare per quest’estate una forte ma civile azione popolare, da Rocca Imperiale a Cariati, per cercare di arrivare anche nelle pagine delle agende della stampa nazionale. Sarebbe un modo anche per sensibilizzare le popolazioni, ancora per lo più ignare del rischio che questo territorio potrebbe correre con l’inizio delle trivellazioni, dal punto di vista turistico, agricolo e ambientale.

Presenti alla riunione di lunedì, oltre a quelli già citati, anche il sindaco di casa Durso, il sindaco di Montegiordano La Manna e l’assessore Vuodi, il sindaco di Villapiana Rizzuto, il consigliere comunale di Amendolara Salvatore, l’assessore del comune di Cassano Garofalo, il vicesindaco di Trebisacce Petta, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Corbino.

Vincenzo La Camera

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