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Villapiana, Consiglio movimentato. Minoranza abbandona aula, proteste di una cittadina

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Lungomare di Villapiana Lido

Lungomare di Villapiana Lido

Il consiglio comunale di Villapiana approva con i soli voti della maggioranza i dieci punti all’ordine del giorno, tra cui alcuni di grande interesse generale come il Bilancio di previsione 2013 e la tanto temuta Tares, la nuova imposta varata dal governo per il pagamento di alcuni servizi comunali come la ex tarsu sui rifiuti urbani. L’opposizione ha abbandonato l’aula prima dell’inizio dei lavori del consiglio dopo una accesa discussione tra il sindaco Rizzuto e il consigliere capogruppo Fioravanti.

Al centro della diatriba la gestione della piscina comunale affidata tre anni fa alla società Cogeis di Cosenza. Fioravanti che in altre sedute consiliari aveva più volte sollevato il problema per “le continue inadempienze contrattuali da parte della Cogeis”, ha rinnovato le sue forti critiche chiedendo espressamente al sindaco “una presa di posizione netta sulla rescissione del contratto”. La risposta del sindaco Rizzuto, orientato verso una risoluzione “bonaria” del contratto, non ha convinto l’opposizione. A rendere movimentata la seduta anche la vibrata protesta di un’imprenditrice, fatta poi allontanare dall’aula dai carabinieri, che rivendicava la messa all’ordine del giorno di un proprio progetto. Poi il consiglio prosegue spedito. Il sindaco Rizzuto riprende la parola per parlare della Tares che definisce “un’altra ingiustizia che andrà a colpire ancora una volta le fasce più deboli e le famiglie e che paradossalmente favorisce imprese e banche. Nonostante tutto – ha assicurato il sindaco- abbiamo fatto il possibile per rendere meno pesante anche questa tassa e mitigare l’impatto negativo sulle famiglie numerose con una serie di agevolazioni, come anche per i pensionati al minimo”.

Su quella che viene definita una tassa “a consumo” poiché determinata dall’entità del nucleo familiare e dall’ampiezza dei fabbricati, Rizzuto ha particolarmente criticato quella che ritiene “la patrimoniale nascosta” dei 30 centesimi a metro quadro che i cittadini dovranno versare direttamente allo Stato.

Pasquale Bria

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