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Albidona ricorda don Carmelo Tucci. Prete umile, musicista e poeta di versi nostalgici per il suo paese

Albidona ricorda don Carmelo Tucci. Prete umile, musicista e poeta di versi nostalgici per il suo paese
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convegno don carmelo albidonaNel pomeriggio del 29 dicembre in Albidona faceva molto freddo, ma i vecchi amici di don Carmelo Tucci, sono stati tutti presenti. Era nato in Albidona nel 1936 ed è morto nel dicembre del 2002, a Camerota (Salerno), dove svolse per un trentennio il ministero di parroco. La commemorazione è stata organizzata dalla Proloco, con la collaborazione dell’Amministrazione municipale e della Parrocchia di San Michele Arcangelo. Ha coordinato il dibattito il direttore di Paese24.it, Vincenzo La Camera.

E’ stata una commemorazione unitaria e sinceramente sentita. Il parroco don Massimo Romano ha celebrato una messa in suffragio del suo confratello, con una omelia apprezzata e condivisa da tutti i presenti. Ha detto che “Don Carmelo Tucci era un uomo di Dio e un operaio del Vangelo”. Nel corso della stessa predica, don Massimo ha ricordato anche gli altri sacerdoti deceduti dopo gli anni Sessanta: don Giulio Rizzo e don Domenico Di Vasto. Dopo la messa, tutti nel salone comunale, dove sono convenuti altri cittadini e molti giovani. Il presidente della Pro Loco Francesco Salvatore ha espresso i saluti per i presenti e ha ringraziato coloro i quali sono stati invitati a parlare della figura di don Carmelo.

don Carmelo Tucci

don Carmelo Tucci

Anche il sindaco di Albidona, Salvatore Aurelio ha ringraziato i presenti e si è soffermato sul sacerdote Tucci, ricordando pure don Giulio Rizzo e don Domenico Di Vasto. Giuseppe Rizzo ha trattato la persona di don Carmelo Tucci come figlio della Chiesa di Albidona, riportando notizie storiche sulle fonti più rilevanti  delle vicende della stessa chiesa e sui religiosi che sono passati attraverso i secoli, dalle pergamene greche riguardanti le abbazie del Mille, ai monaci e preti del Seicento, a padre Luigi d’Albidona, che partecipò ai moti del ’48, a don Carmelo Tucci, il figlio dell’emigrazione che diventò sacerdote grazie ai grandi sacrifici della madre Domenica Solano. Rizzo si è soffermato anche sulla poesia e sulla canzone di don Carmelo Tucci. Infatti, questo religioso non era soltanto il sacerdote umile e buono, ma anche il musicista e l’autore di poesie e canzoni dedicate alla fede, alla sua Albidona, alla mamma e anche alla sua solitudine di sacerdote errante. Rizzo ha parlato anche del libro del prof. Vincenzo Bruno (di Camerota), dedicato a don Carmelo, “sacerdote, educatore e musicista; ricordarlo è un dovere”. Il vicesindaco Michele Urbano ha parlato dei suoi ricordi d’infanzia con don Carmelo; il prof. Ciccio Mundo gli ha dedicato ricordi e anche una poesia “al sacerdote buono”.

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Il suo amico di infanzia, Pino Aurelio, ha dedicato la poesia “U prievete spinnuso (Il prete nostalgico)” a don Carmelo

L’assessore Golia si è compiaciuto degli interventi su don Carmelo e ha sollecitato di proseguire nelle ricerca storica e nei ricordi dei suoi figli migliori. Pino Aurelio lo ha voluto commemorare con una sua vecchia poesia intitolata U prièvete spinnùsoIl prete nostalgico, perché don Carmelo sognava sempre la sua Albidona. Don Massimo Romano, oltre all’omelia in chiesa, è intervenuto pure nel dibattito e ha ribadito che pur non avendo conosciuto don Carmelo Tucci, si è reso conto, dalla voce della gente, che era un uomo pieno di fede e di umiltà. I giovani Gennarino Fortunato, Divina Lizzano, Antonella Scillone e Domenica Rescia hanno recitato le canzoni/poesie di don Carmelo Tucci; mentre Ciccio Salvatore e Tecla Mundo, accompagnati dalla chitarra di Leo Laino, hanno cantato altre due canzoni dello stesso sacerdote: Albidona felice e Brillano le stelle. Sono state proiettate e commentate da G. Rizzo anche una cinquantina di foto sulla vita di seminarista e di sacerdote di don Tucci, compresa una fotografia rara del padre, Salvatore Tucci, emigrato in Argentina.

Alla conclusione è intervenuto anche l’onorevole, Antonio Mundo, suo vecchio amico e parente, affermando che  “don Carmelo era fortemente radicato nella sua vocazione sacerdotale e rimase sempre legato alla sua Albidona perché vi voleva svolgere anche il suo apostolato”. Bella serata, dunque, quella del 29 dicembre scorso, senza retorica e fortemente sentita, perché questo sacerdote apparteneva a tutta la comunità e perché era un uomo di pace che ha lasciato messaggi di affetto e di fratellanza.

La redazione

 

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