Redazione Paese24.it

Nell’Alto Jonio si può pensare “Biodiversamente”? Da Roseto le prime risposte

Nell’Alto Jonio si può pensare “Biodiversamente”? Da Roseto le prime risposte
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa

aaaaIniziare a pensare diversamente. Iniziare a pensare bio. In attesa che l’agricoltura possa trovare finalmente uno spazio tra le prime pagine dell’agenda di Governo, come unica ancora di salvezza per il Mezzogiorno, assieme al turismo, qualcosa sembra muoversi per iniziativa privata e con l’appoggio di agenzie, come il Gal Alto Jonio, che in quest’ottica lavora già da diversi anni con apprezzabili risultati.

Roseto Capo Spulico ha ospitato sabato un interessante tavola rotonda green, “Biodiversamente”, alla quale hanno preso parte agronomi, agrotecnici, periti agrari, imprenditori e associazioni di categoria. L’appuntamento organizzato dalleassociazioni Love Green e Phisis, guidate da Rocco Arcaro, con il supporto del Gal Alto Jonio (Misura 411.133 – Attività di Informazione e Promozione a valere sui Fondi Asse 4 Approccio L.E.A.D.E.R., nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013) ha avuto il lodevole intento di iniziare quanto meno a parlare del metodo biodinamico, in Calabria, per l’agricoltura e per nuove idee imprenditoriali comunque legate alla natura. Come il caso di “Rosetum” di Rosario Benedetto, deciso a riportare la coltivazione delle rose a Roseto.  Il metodo biodinamico come riscoperta del legame tra l’uomo e la natura che si oppone ad una economia in scala ma che punta ad accompagnare progetti innovativi che possono creare business anche in territorio da sempre ostile alle novità come l’Alto Jonio cosentino.

“Per aumentare la competitività del settore agricolo risulta necessario sensibilizzare i consumatori rispetto al legame con il territorio, con le tradizioni locali ed alle caratteristiche dei prodotti di micro filiera di qualità, anche al fine di ampliare e valorizzare il mercato di tali prodotti – spiega l’agronomo Rocco Arcaro -. Accanto all’elemento prezzo, dunque, la conoscenza dei processi di produzione e/o delle qualità specifiche del prodotto devono diventare un importante strumento di scelta per il consumatore”. La strada intrapresa è lunga e tortuosa. Ma è quella giusta.

Vincenzo La Camera

 

Condividilo Subito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *