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Cerchiara, dopo il suicidio di un uomo davanti al campo sportivo la partita non viene rinviata. Infuriano le polemiche

Cerchiara, dopo il suicidio di un uomo davanti al campo sportivo la partita non viene rinviata. Infuriano le polemiche
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Pallone-e1365156473605Poteva essere una bella occasione per dimostrare che ancora esistono valori come il rispetto per la vita umana. Si sarebbe potuta fare qualsiasi cosa, al campo sportivo di Cerchiara di Calabria. Un momento di raccoglimento sul luogo dell’accaduto, oppure un minuto di silenzio a centrocampo per poi rientrare negli spogliatoi. Nulla di tutto ciò. L’occasione è andata maldestramente e colpevolmente persa. E’ successo a Cerchiara, appunto, all’indomani del tragico episodio che, sabato mattina, ha visto un uomo originario del paese dell’Alto Jonio, morire dopo essersi dato fuoco. Il gesto estremo è stato compiuto davanti al cancello del campo sportivo che proprio domenica avrebbe dovuto ospitare lo scontro al vertice di Terza Categoria tra i padroni di casa e il Cropalati.

Dopo il suicidio dell’uomo, sabato, le due società sembravano essere d’accordo sul rinvio della gara, sopratutto per rispetto dei familiari dell’uomo e di una cittadinanza scossa dall’accaduto. E invece domenica pomeriggio il Cropalati, affrontando un viaggio non da poco, si è regolarmente presentato a Cerchiara per scendere in campo, prendendosi così lo 0-3 a tavolino, con i ragazzi locali che non hanno indossato nemmeno gli scarpini, andando su tutte le furie. Ma come mai la società del Cropalati è tornata sui suoi passi rischiando di essere tacciata come insensibile e opportunista?

Poichè la zona immediatamente davanti il cancello del campo sportivo, sabato pomeriggio era stata dissequestrata, la Lega Nazionale Dilettanti, regolamento alla mano, non poteva rinviare la partita. Ma in seguito alle motivate insistenze del Cerchiara, anche per mano del suo giovane presidente Antonio De Rasis, la Lega ha acconsentito al rinvio purchè le due società fossero d’accordo, e con la partita da recuperare entro mercoledì. Questo accordo tra le due società, che sabato c’era, per motivi non ben chiari è saltato. Sta di fatto che domenica pomeriggio gli ospiti si sono presentati al “Comunale” di Cerchiara e sono scesi in campo. L’arbitro dopo aver atteso i canonici 45 minuti, vedendo che la squadra avversarsia non raggiungeva il rettangolo di gioco, ha assegnato la vittoria a tavolino al Cropalati, in attesa che il Giudice Sportivo la confermi in settimana. In tutto questo la società del Cropalati si è difesa, mediante una nota su facebook, rimproverando al Cerchiara di «aver autogestito il rinvio della partita, senza perseguire l’iter ufficiale».

Ma quale sarebbe questo iter burocratico da seguire? Il presidente distrettuale di Rossano della Lega Nazionale Dilettanti, Giovanni Bruno – raggiunto telefonicamente da Paese24.it – esterna il suo dispiacere per l’accaduto ma al tempo stesso spiega come per la Lega senza un provvedimento di interdizione dell’area da parte del Tribunale o del Comune, era impossibile sospendere d’ufficio la gara. In buona sostanza, se l’area è stata dissequestrata, il regolamento prevede che la partita si deve giocare. «Comunque – continua Bruno – abbiamo dato alle due società la possibilità di rinviare il match entro mercoledì qualora si fossero messe d’accordo. Siccome l’intesa non si è trovata, noi non possiamo farci nulla».

Una cosa è certa: di fronte a simili situazioni dovrebbe prevalere il buon senso e il fattore umano, senza aggrapparsi a cavilli burocratici, regolamenti e ripicche. Si è persa una buona occasione per dare l’esempio. Poche ore prima davanti a quel campo da calcio, che dovrebbe essere sempre e comunque teatro di sportività, rispetto per gli avversari e lealtà, si era consumata una tragedia umana. Quello stesso rettangolo da gioco, il giorno dopo, si è trasformato nell’arena della vergogna. Mentre lì fuori c’erano ancora i segni del rogo, un banale incontro di calcio dell’ultimo campionato d’Italia si vestiva da paladino della giusitizia.

Vincenzo La Camera

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