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Terme Sibarite: «Conti a posto». L’amministratore unico risponde a Graziano

Terme Sibarite: «Conti a posto». L’amministratore unico risponde a Graziano
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Nessun disequilibrio finanziario, nessun buco di bilancio, nessuna illegittimità. Le Terme Sibarite, attraverso il loro amministratore unico Mimmo Lione, danno risposta ai dubbi sollevati dal consigliere regionale Giuseppe Graziano in riferimento ad una presunta gestione allegra della società.

«Se il consigliere Graziano ce lo avesse chiesto direttamente – afferma Lione – non avremmo avuto difficoltà a fornirgli i chiarimenti pretesi in merito ad interrogativi frutto di informazioni alquanto imprecise e in larga parte infondate». Spiega Lione: «Graziano chiede delucidazioni su fatti antecedenti il 2011, dimenticando che solo nel 2011 s’è insediato il Cda da me presieduto». Seguono dettagli: «E’ falso che le Terme non producano utili né offrano un’adeguata offerta di servizi per l’utenza: il reparto di riabilitazione resta aperto anche il pomeriggio e gli ultimi due esercizi finanziari hanno indubbiamente risentito della crisi generale, già nel 2013 si è registrata una significativa ripresa che consentirà di chiudere il bilancio 2014 in utile».

Prosegue l’amministratore unico: «Il trattamento economico del personale è disciplinato secondo i contratti collettivi nazionali di categoria. Non ci sono anomalie o incrementi di spesa. Tant’è che la stessa Regione ha preso formalmente atto che le Terme hanno dimostrato una capacità dell’azienda di attuare politiche tese al raggiungimento dell’equilibrio economico». Altre precisazioni giungono poi in ordine ai rimborsi per gli amministratori: «Ci siamo prontamente adeguati alla spending review: solo nel mio caso, s’è verificato un taglio del 60% delle spese rispetto al 2011». Infine, una risposta sul tema delle consulenze: «Nessuna nuova consulenza è stata deliberata negli ultimi anni. La struttura, sin dal 1987, in forza di convenzione si avvale di una collaborazione legale con l’avvocato Francesco Paolo Gallo. Nel 2011, al momento del suo insediamento, il Cda si limitò a prenderne atto all’unanimità, anche alla luce dei positivi risultati conseguiti nella definizione delle vertenze curate».

Caterina La Banca

 

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