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Nel castello di Castrovillari alla scoperta delle torture medievali

Nel castello di Castrovillari alla scoperta delle torture medievali
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L’associazione “Itineraria Bruttii” inaugura la stagione di appuntamenti culturali al castello Aragonese che la vedranno protagonista in quanto affidataria da parte della Regione Calabria dei servizi culturali del maniero di Castrovillari. In collaborazione con altre associazioni cittadine che hanno mostrato disponibilità a partecipare ad un accordo di rete per valorizzazione dei beni culturali di Castrovillari, “Itineraria Bruttii” presenta la mostra “La tortura nel medioevo” che aprirà i battenti giovedì 26 marzo e resterà a disposizione dei visitatori sino a martedì 31, nel castello. Dalle gabbie alla gogna; dalla forca d’impiccagione ai crudeli strumenti del boia; dalla culla della strega alle cinture di castità. Insomma, un variegato carnet di attrezzi e strumenti per un salto nel tempo, in quel Medioevo buio ma al tempo stesso fascinoso.

SONY DSC«L’unicità di questa esposizione – commenta il direttore scientifico di “Itineraria Bruttii”, Paolo Gallo (nella foto) –  sta nel taglio inedito e didattico che è stato dato alla mostra, visto che i visitatori potranno non solo vedere da vicino e toccare gli strumenti di tortura, ma a richiesta provare di persona una gogna immaginando le atrocità e le violazioni dei diritti umani che tali strumenti erano in grado di generare». La mostra è visitabile su prenotazione al n. 328.3715348 nei giorni 26, 27, 30 e 31 marzo, mentre sarà aperta al pubblico dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00 nei giorni di sabato e domenica 28 e 29 marzo. In occasione dell’accordo firmato con il Comune di Castrovillari per la gestione dei servizi didattici laboratoriali del castello aragonese, ai sensi del bando POR 5.1-5.2 per la valorizzazione dei beni culturali della Calabria, il biglietto di ingresso sarà gratuito per tutta la durata della mostra. Le scuole ed i gruppi possono prenotare visite guidate con esperti di didattica dei beni culturali.

Vincenzo La Camera

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