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Sibari, scuola e famiglia. Lo sfogo di una maestra: «E’ emergenza educativa»

Sibari, scuola e famiglia. Lo sfogo di una maestra: «E’ emergenza educativa»
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Anna Maria Brunetti, cittadina di Sibari, vicina alle esigenze del territorio si fa portavoce dello sfogo di una maestra che vede venir meno il suo ruolo. “In una società fragile priva di valori e moralità  ci si chiede:  “Qual è il ruolo che genitori e insegnanti dovrebbero avere? Si dice che scuola e famiglia devono collaborare ed operare con sinergia per raggiungere un unico obiettivo: quello di educare i ragazzi. Ma perché questo abbia un riscontro vero e reale qualcosa va cambiato nelle dinamiche relazionali, interpersonali e corresponsabili tra il binomio educativo genitori-docenti per evitare e correggere i difetti di una generazione che rischia di crescere inetta e prepotente, a causa dell’eccessiva accondiscendenza dei genitori e della loro mancanza di spirito critico. «Bisogna ricominciare a dare ragione alla maestra».

Quando eravamo piccoli e ci lamentavano della scuola e della maestra, i nostri genitori erano di solito irremovibili: «La maestra ha ragione», dicevano. Anche quando non erano del tutto convinti. Anche quando non era vero. Oggi le cose sono cambiate. Oggi la maestra ha spesso torto. Hanno ragione i figli. C’è molto da riflettere sul futuro di questi bambini, educati ad avere sempre ragione. E’ uno sfogo per tutte quelle tensioni che spesso si vivono in classe e si è molto arrabbiati, indignati, delusi e mortificati. Pertanto, sono convinta che ci sono cose che vanno scritte, urlate, condivise, partecipate  se vogliamo uscire dal “pantano” del buonismo, del permissivismo, dell’anarchia.  Si arrogano il diritto di salire in cattedra, giudicare, diffamare, denigrare, con molta leggerezza, il comportamento e l’operato dei docenti e, ultimamente, persino il programma didattico facendo processi gratuiti fuori del cancello della scuola.

Si accondiscende alle richieste e alle lamentele dei figli trasformandosi, più che in genitori, in avvocati difensori. Il rischio è quello di crescere una generazione di figli seduti e inetti, oppure di prepotenti che credono di sapere tutto. Cosa possiamo fare per invertire la tendenza? Tornare a dire no. Perché, lo sappiamo, i no aiutano a crescere. E ricominciare a criticare i propri figli quando è il caso, perché è utile prima di tutto a loro. Al percorso di crescita e di emancipazione che devono compiere per diventare degli adulti consapevoli e intellettualmente onesti. Quando si tratta del rapporto scuola-famiglia, poi, dobbiamo assolutamente tornare a dare ragione alla maestra. Non perché è infallibile, ma perché i bambini devono comprendere che le loro azioni hanno delle conseguenze e che la mamma e il papà non saranno sempre pronti a coprire le loro spalle. È una mia opinione, ovviamente, e non ho la pretesa di aver ragione. Ma sono convinta che ci sia una vera e propria emergenza educativa che dev’essere risolta al più presto.

Caterina La Banca

 

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