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Pietro Mennea e il suo legame con Castrovillari

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’avv. Giuseppe Morero dedicata alla "Freccia del Sud"

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E’ stato dimostrato in varie occasioni il legame tra Pietro Mennea, atleta nato a Barletta e morto due anni fa (il 21 marzo 2013, all’età di 61 anni) e la città di Castrovillari, dove in varie occasioni ha mostrato la sua vicinanza partecipando a diverse manifestazioni. Un campione olimpico, detentore di record mondiali, una vita fatta di sfide e traguardi da cui ripartire. Proprio ieri (domenica 29 marzo) in prima serata su Rai 1 è andata in onda la fiction ispirata al campione pugliese interpretato da Michele Riondino. Stasera (lunedì) verrà trasmessa la seconda parte.

Di seguito la lettera dell’avvocato Giuseppe Morero, del Foro di Castrovillari (nella foto con Mennea):

Caro Pietro,

sono trascorsi due anni dalla tua dipartita. Più passa il tempo e più mi ritornano in mente tanti momenti vissuti nei vent’anni passati insiemi. La nostra è stata un’amicizia forte, non senza contrasti, per come si addice a due persone sincere che si stimano. Mi riaffiora, nel groviglio dei ricordi, il tuo rimproverarmi di essere il solito calabrese dalla testa dura, quando fu, invece, in molte occasioni dimostravi di essere più “calabrese” di me. Voglio ringraziarti per tutto quello che hai rappresentato per la mia famiglia e, in particolare, per i miei figli per i quali sei stato un esempio di lealtà, di sacrificio e di volontà. Anche loro, come me, ti consideravano di famiglia, ricordo Angela che adolescente partiva per Roma pur di trascorrere qualche giorno con te e la tua amata Manuela; Roberta, invece più introversa, quando venivi a trovarci, non perdeva occasione per farti qualche dispetto, solo per attirare la tua attenzione e dimostrarti il suo affetto; a Domenico, infine, che fu da te battezzato, hai inculcato il fondamentale valore dell’umiltà e che soltanto con il duro lavoro e il sacrificio si possono raggiungere importanti traguardi. Eri entrato cosi tanto nel suo cuore che, dopo pochi mesi dalla tua scomparsa, intitolò la sua tesi di maturità: “Pietro Paolo Mennea: volontà, tenacia, libertà”. Da sempre ti “tormentavo” con la richiesta di un tuo programma di allenamento, ricevendo come risposta la solita frase: “Giuseppe pensa alla famiglia!”; però, nelle ultime ore della tua vita che hai voluto dedicarmi, decidevi di allenarmi, quasi per farti perdonare, ma con un’unica condizione, quella di non farti inc***are. E io, stupito di tanta lucidità, ti risposi che avrei fatto di tutto per assimilare i preziosi insegnamenti di un campione del mondo da record che, però, non era riuscito a battere se stesso solo perché non mangiava il peperoncino calabrese.

Grazie per la tua amicizia

 

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