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Lsu-Lpu calabresi sul piede di guerra. Proteste in tutta la regione

Lsu-Lpu calabresi sul piede di guerra. Proteste in tutta la regione
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Il Senato non ha accettato di inserire l’emendamento in favore degli Lsu-Lpu nel decreto legge sugli enti locali, impedendo, così, ai Comuni calabresi di portare a compimento il percorso di contrattualizzazione di 5000 lavoratori precari. E la rabbia degli Lsu-Lpu non si è fatta attendere. Proprio questa mattina (28 luglio), sotto il sole cocente, stanno manifestando a Cosenza bloccando lo svincolo dell’A3 e causando la chiusura dell’autostrada in entrambe le direzioni. Tanti, infatti, i disagi al traffico ed incolonnamenti nel tratto compreso tra Cosenza Nord e Sud. Ma non solo: anche a Villa San Giovanni hanno bloccato l’imbarco delle automobili sui traghetti privati in partenza per Messina.

IMG-20150728-WA0007Proteste accese in tutta la regione, per una decisione che il presidente, Mario Oliverio, ha definito di «inaudita gravità».«La Calabria – ha detto il governatore – non può essere bloccata da una burocrazia statale forte con i deboli e debole con i forti. Forse la Calabria di fronte al Paese non è mai stata con le carte in regola come questa volta. Per quanto mi riguarda andrò fino in fondo».

Anche al Comune di Castrovillari – come rende noto il consigliere di maggioranza Peppino Pignataro – continua lo stato di agitazione degli Lsu, in assemblea permanente. «Come Amministrazione – ha aggiunto Pignataro, anticipando nei prossimi giorni la costituzione di un Comitato di lotta per chiedere un Tavolo di discussione con le forze sociali e politiche – chiediamo a tutti i consiglieri regionali ed ai parlamentari di stare vicino a questi lavoratori per far sì che tale istanza, legata al precariato e al lavoro, possa avere l’attenzione politica che merita». Al fianco dei lavoratori anche la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) di Castrovillari: «È scandalosamente grave – scrive in una nota il coordinatore Pino Basile – questa decisione che procura grande delusione e preoccupazione a questi lavoratori che da anni attendono una soluzione definitiva dallo Stato che, ancora una volta, esprime incapacità e inerzia nel dare risposte al mondo del precariato di lungo corso».

Federica Grisolia

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