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Quattro secoli di “Pita” ad Alessandria del Carretto. I giovani si arrampicano per i doni (FOTOGALLERY)

Quattro secoli di “Pita” ad Alessandria del Carretto. I giovani si arrampicano per i doni (FOTOGALLERY)
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Da 379 anni la “festa della pita” fa da protagonista nella vita degli alessandrini che, la penultima domenica di aprile, si recano alla “Spinazzeta”, località di Terranova del Pollino, per scegliere ed abbattere l’abete che sarà il protagonista, l’ultima domenica di aprile, durante la festa in onore di Sant’Alessandro martire. La scelta e l’abbattimento avviene in  presenza dei Sindaci di Alessandria del Caretto, Terranova del Pollino e della Guardia Forestale. Il 29 aprile, sempre di buon mattino, si risale alla “Spinazzetta” per far scendere la “pite” giù al paese.

Il trasporto dell’abete avviene con la forza delle braccia degli alessandrini e di tutte quelle persone salite per festeggiare, dove tutto è accompagnato dal suono di zampogne, organetti, tamburelli, mortaretti ed è innaffiato con del buon vino locale.  Quest’anno la festa è durata più del previsto in virtù delle migliori condizioni metereologiche che hanno permesso una permanenza maggiore delle persone all’area aperta. L’albero è stato preparato, come tradizione, il 2 maggio ed è stato squadrato e pulito per consentire la sua arrampicata. Pazientemente gli alessandrini lo puliscono e lo piallano inserendo alla sommità il “cimahe”, portato a braccia e accompagnato dal suono della zampogna.

La tradizione vuole che i bambini trasportino “u traviettë” ma quest’anno è stato trasportato, invece,  da una “uno verde”. Presso la zona della “Difisella” avviene uno stop intermedio per rifoccillarsi con i prodotti tipici della zona e il buon vino locale. Il 3 maggio, di buon mattino, gli anziani e i giovani appongono il “cimahe” in cima e vi collocano i doni. L’albero verrà poi raddrizzato con scale, travi legate e pertiche. Dopo aver issato l’abete la campana annuncia la messa che viene seguita dalla processione in onore di Sant’Alessandro.

Prima del rientro del Santo in Chiesa avviene l’incanto dei prodotti naturali ed artigianali precedentemente donati al Santo dai fedeli. Quest’anno la pita,  per il secondo anno consecutivo, è stata salita da Giovanni Basile, Alessandro Roma e Marcello Trupo. All’imbrunire, dopo la scalata, la pita viene fatta cadere e tutti i presenti prendono un pezzo della cima in ricordo della festa di Sant’Alessandro, ma soprattutto di Alessandria Del Carretto, paesino dove le tradizioni non muoiono mai, anzi rinvigoriscono sempre più.

Rosanna Angiulli

FOTOGALLERY (foto di Rosanna Angiulli)

pita 2012

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