Redazione Paese24.it

Castrovillari. «Presidente del Consiglio non convoca assise». Minoranza informa Prefetto

Castrovillari. «Presidente del Consiglio non convoca assise». Minoranza informa Prefetto
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I consiglieri di minoranza del Comune di Castrovillari, Ferdinando Laghi, Giuseppe Santagada e Maria Antonietta Guaragna, hanno diffidato il presidente del Consiglio, Piero Vico (nella foto), dopo che questi ha respinto – da come informa l’Opposizione – la formale richiesta di convocare un Consiglio comunale aperto sulla vicenda dei lavoratori Femotet (avanzata lo scorso 5 gennaio), poiché “non sussiste il quorum prescritto (un quinto dei consiglieri assegnati), essendo la stessa sottoscritta solo da tre consiglieri”.

«Questa risibile motivazione – si legge in una nota delle Liste Civiche “Solidarietà e Partecipazione” – dimostra la volontà di non affrontare la vicenda da parte dell’Amministrazione a guida Lo Polito. Tale atteggiamento evidenzia, ancora una volta, che la funzione svolta dal Presidente del Consiglio non è improntata né alla neutralità né alla garanzia dell’Organo che presiede, ma risponde esclusivamente alle distorte logiche della maggioranza che lo ha eletto». I tre consiglieri diffidano dunque Piero Vico a convocare l’assise cittadina informando, inoltre, il Prefetto di Cosenza affinché «provveda, in caso di ulteriore inerzia, a convocare d’imperio il Consiglio comunale, in quanto – precisano – per la valida e legittima richiesta di convocazione dell’assise cittadina è sufficiente la richiesta da parte di tre consiglieri comunali, ossia 1/5 dei consiglieri del Comune di Castrovillari, che è pari a 3,2 (16 Consiglieri diviso 5), dovendosi poi, come è notorio, arrotondare per difetto la cifra decimale».

«Quanto accaduto – concludono i consiglieri delle Liste Civiche di Solidarietà e Partecipazione – conferma che la politica degli annunci della tanto declamata pacificazione non si traduce in atti concreti neanche quando si vuole discutere delle sorti di 36 famiglie di Castrovillari, e pur di nascondere la testa sotto la sabbia si arriva a negare i diritti dei consiglieri di minoranza».

Federica Grisolia

 

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