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Amendolara. «Mi hanno massacrato il gattino e lo hanno buttato in strada». La denuncia di una donna

Amendolara. «Mi hanno massacrato il gattino e lo hanno buttato in strada». La denuncia di una donna
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Spesso la noia, o semplicemente la maleducazione può spingere l’essere umano in particolari devianze che lo rendono irriconoscibile per come Dio lo ha creato. La  storia che vi stiamo per raccontare denota alcuni pericolosi mutamenti della nostra società che, con le dovute proporzioni, rappresentano un pericoloso substrato nei nostri “tranquilli” paesi. Non di rado l’amicizia sincera tra uomo e animale allevia palliativamente il dolore per la perdita dei cari e la conseguente solitudine che ne deriva. Spesso la compagnia di un gattino, di un cagnolino aiutano, nel prendersene una cura, a sopperire agli affetti di una vita.

Domenica sera, una giovane donna, nel recarsi, come di consueto, in chiesa per assistere alla Santa Messa, nota sul ciglio della strada un gattino ferito. E’ buio, siamo alla Marina di Amendolara, nei pressi dell’ex Liceo Classico e della villetta comunale. La donna, amante degli animali, notando che il micio è ancora vivo, non ha un attimo di esitazione e corre in suo soccorso, pensando al momento che si trattasse del gatto della vicina di casa. Ma adagiandolo sul marciapiede, l’amara sorpresa: è proprio il suo gattino. Sarà stato investito?! pensa subito lei; ma nel riportarlo a casa, si accorge purtroppo che le ferite rimandano ad altro. Il gattino (nella foto), comunque cosciente, ha la mandibola spezzata in due e un distaccamento di una parte del mento: così diagnosticheranno i veterinari. Il piccolo Anacleto, di appena cinque mesi, all’indomani viene operato in uno studio veterinario. Nel frattempo, la ragazza ci racconta di alcuni testimoni che avrebbero notato un gruppetto di ragazzi che la sera del ritrovamento del gatto si sarebbero “divertiti” a martoriare un felino nella villetta comunale prima di abbandonarlo in mezzo alla strada.

«Spero che qualcuno possa raccontare quello che è successo – l’appello della ragazza con voce tremula rotta dalla commozione -. Sporgerò denuncia contro ignoti. La  mia speranza è che chi ha commesso questa vile azione possa seriamente pentirsi. Sto facendo tanti sacrifici per accudire il mio Anacleto che al momento si nutre solo con le flebo ed ha bisogno di essere condotto dal veterinario a giorni alterni». Non è la prima volta, purtroppo, che la cronaca locale e nazionale ci consegna simili storie. La comunità di Amendolara, particolarmente devota a Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, che ricordiamo proprio oggi, rigetta questi comportamenti, nel frattempo che trovi anche il coraggio di denunciarli.

Vincenzo La Camera

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