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Amendolara dona l’olio per la lampada votiva di San Biagio, patrono della diocesi

Amendolara dona l’olio per la lampada votiva di San Biagio, patrono della diocesi
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Sarà la comunità di Amendolara a donare, quest’anno, l’olio per la lampada votiva di San Biagio, patrono della diocesi di Cassano all’Ionio, commemorato il 3 febbraio. Domani (lunedì), nella basilica cattedrale “Santa Maria del Lauro”, alle ore 11, la santa messa con la tradizionale benedizione della gola, mentre nel pomeriggio, alle 18.30, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, monsignor Francesco Savino, durante la quale sarà offerto l’olio per la lampada votiva. Per consentire una maggiore partecipazione della popolazione amendolarese, il Comune ha messo a disposizione due pulmini, che partiranno sia dal paese, alle ore 16, da Piazza Giovanni XXIII, e sia, alle 16.30, dal piazzale adiacente alla parrocchia “Madonna della Salute”, in Marina. Oltre ai rappresentanti istituzionali, la comunità sarà guidata dai due parroci, don Nicola Arcuri e don Vincenzo Santalucia, che accompagneranno i fedeli alla cerimonia in onore del vescovo martire, invocato contro i dolori e le malattie della gola. Ogni anno l’olio per la lampada votiva del santo patrono è offerto da uno dei ventidue comuni della diocesi, che conta cinquantadue parrocchie.

San Biagio visse tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore). Era medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani; nel periodo della sua carcerazione operò diversi miracoli. Durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana; per punizione fu straziato con pettini di ferro. Mentre veniva portato a morire guarì un bambino che stava per soffocare a causa di una lisca di pesce. Morì decapitato nel 316. Il corpo di San Biagio fu sepolto nella cattedrale di Sabaste. Una parte dei suoi resti mortali sono conservati nella Basilica di Maratea, sul monte San Biagio. A Carosino, un paesino in provincia di Taranto, è custodita una delle reliquie del santo: un pezzo della lingua, conservato in un’ampolla incastonata in una croce d’oro massiccio. Durante la celebrazione liturgica, il 3 febbraio, in molte chiese i sacerdoti benedicono le gole dei fedeli accostando ad esse due candele.

Federica Grisolia

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