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«I criminali sono i parassiti della nostra comunità. Serve una forte reazione dello Stato»

«I criminali sono i parassiti della nostra comunità. Serve una forte reazione dello Stato»
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – «Dopo qualche giorno da quanto accaduto nel cuore del centro storico di Corigliano (tentato omicidio a colpi  di arma da fuoco nei pressi del castello, ndr), quindi con una certa lucidità, è arrivato il momento di riflettere ad alta voce, non di certo per urlare, ma semplicemente affinché sentano e leggano tutti. Non possiamo più ignorare che esistono nella nostra splendida città delle aree oscure fatte di individui che agiscono al di fuori della legalità e che insultano quotidianamente la dignità e l’integrità dell’intera comunità di Corigliano-Rossano, con gesti tanto violenti quanto vili come quelli che abbiamo dovuto purtroppo registrare alcune sere fa. Probabilmente un gesto come questo, nella delirante psicologia da film poliziesco degli anni ’70 di qualcuno di questi polli spennacchiati, dovrebbe significare qualcosa o quanto meno generare una qualche forma di ossequio. Ma dal momento che ho l’onore e l’onere di rappresentare la città, affermo con serenissima certezza che non è così.

A seguito dell’incendio di un noto locale estivo, qualche anno fa, ebbi a scrivere una lettera aperta agli eroici autori di tale gesto, facendo notare un principio secondo me scontato: l’unico potere di questi soggetti, l’unica loro aspirazione, può essere quello di peggiorare la vita degli altri, facendola assomigliare alla loro. Parassitismo allo stato puro, parassitismo violento senza storia e senza nessun avvenire, perché in questa città – a tutte le latitudini ed attraversando tutti gli strati sociali – i parassiti non sono né ben visti, né riveriti, né ignorati. Una cosa è certa: tali aree buie non intaccano minimamente l’immagine di una città in cui certamente non mancano le complessità e le contraddizioni, come per ogni grande città, ma in cui vive una altrettanto grande comunità produttiva, laboriosa, brillante, onesta, per la quale certe eccezioni non rappresentano altro che una tristissima zavorra della quale dobbiamo liberarci. Attenzione: ciò non significa che questi episodi siano da sottovalutare, o non richiedano reazioni ed interventi.

In primis da parte dello Stato, che da troppo tempo ormai – lo dico apertamente – cincischia nel riconoscere l’importanza e la complessità di Corigliano-Rossano, adottando misure serie e concrete. Non voglio riaprire la questione del Tribunale. Come ho avuto modo di dire in audizione presso il Parlamento, ormai persino lo scippo ingiustificabile perpetrato dallo Stato qualche anno fa passa in secondo piano rispetto al processo di fusione che dà vita ad una città di 80 mila abitanti nel profondo sud della Nazione: si tratta di un fenomeno che ormai nessuno può ignorare ed ogni giorno che non si provvede alla istituzione del Tribunale di Corigliano-Rossano è un giorno in cui si è compiuto un atto scorretto ed antidemocratico. Ma chiedo a me stesso ed a tutti: dove sono i provvedimenti per rafforzare un Commissariato di Polizia che oggi controlla un territorio cittadino di 400 chilometri quadrati e che continua a veder diminuire il proprio personale a causa dei pensionamenti? Dove sono gli interventi per consolidare e rafforzare la presenza dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e degli altri corpi che controllano quotidianamente un comprensorio enorme, complesso, a tratti scollegato, che deve invece avere in Corigliano-Rossano un punto di riferimento territoriale, istituzionale ed operativo?

Anche in questo caso, ogni giorno in cui non si realizzano interventi di questo tipo, è un giorno perso per la città, ma soprattutto per lo Stato, ed è quello che ribadirò nuovamente – con decisione – presso le sedi competenti già nei prossimi giorni. Di certo noi non staremo fermi in attesa, perché la prima a dover reagire rispetto a tali episodi è la nostra grande comunità, che in questi giorni dovrà sottolineare, unita, la distanza abissale tra sé e questa visibile macchia sporca, anche semplicemente manifestando la propria presenza per le vie della città che sono state teatro di episodi violenti e dando vita – spero a partire da questo mio intervento – ad una discussione pubblica aperta, trasparente, libera che ribadisca che a Corigliano-Rossano i criminali sono solo una pericolosa ma tristissima zavorra».

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