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Cane morto abbandonato tra i rifiuti a Corigliano-Rossano. «Non è stato impiccato»

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Il cane ritrovato morto con un cordino al collo non è stato avvelenato o impiccato, ma investito e forse spostato dal piano stradale ai piedi del cassonetto in un secondo momento. È quanto fa sapere il consigliere comunale di Corigliano-Rossano Liliana Zangaro, delegato al randagismo dal sindaco Flavio Stasi che oggi ieri si è recata sul sito per le corrette procedure con gli agenti della Polizia Municipale, la guardia eco-zoofila Enpa ed i medici veterinari Asp area C.

Dai primi rilievi effettuati dal veterinario è emerso che la morte dell’animale, un simil-pastore maschio di circa 2 anni, non microchippato, con una zampa rotta ed alcune ferite, è riconducibile ad investimento e non ad altre cause dolose quali impiccagione o avvelenamento. Verosimilmente il corpo è stato poi in un secondo momento rimosso con un cordino dalla strada al piccolo spiazzale dove si trovano i cassonetti della nettezza urbana.

“Quanto successo – precisa la Zangaro – induce a riflettere, in primis, sulle modalità di richiesta degli interventi. Le notizie virali trasportate dalla rete possono essere utili per creare catene di solidarietà e per stimolare dibattiti ma risultano del tutto inefficaci se le segnalazioni non vengono indirizzate prima di tutto alle autorità competenti (le foto pubblicate sui social hanno scaturito un’ondata di indignazione, ndr). Il fenomeno del randagismo – aggiunge – continua ad essere all’attenzione dell’Amministrazione Comunale. Non neghiamo l’esistenza del problema”.

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