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Mormanno piange don Franco Perrone. «Lascia eredità morale e spirituale difficile da colmare»

Mormanno piange don Franco Perrone. «Lascia eredità morale e spirituale difficile da colmare»
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Nel giorno di Pasqua è venuto a mancare don Franco Perrone, parroco della Chiesa di Santa Maria Goretti di Mormanno, dopo una lunga malattia che lo aveva sottratto ai suoi amati e cari fedeli che facevano fatica ad accettare questo suo inesorabile distacco. «Un dolore ancora maggiore per i suoi cari familiari attorno ai quali si stringe l’Amministrazione Comunale e l’intero popolo di Mormanno» scrive in una nota a nome della città il sindaco, Giuseppe Regina, che ricorda il sacerdote come figura che «lascia un’eredità morale e spirituale straordinaria, difficile da colmare. Il suo ministero è stato caratterizzato dall’umiltà e dalla sobrietà e, Dio solo sa, di quanto ce ne sia bisogno oggi».

Custode fedele della Parrocchia di Santa Maria Goretti affidatagli quasi quaranta anni fa dal Vescovo di Cassano allo Ionio, per lui, il Vangelo «erano i deboli, gli ammalati e soprattutto i giovani» ricorda l’Amministrazione. Ha cresciuto intere generazioni, che particolarmente negli anni 80, 90 ed i primi anni del 2000, si sono alimentate ai suoi insegnamenti di fede e di vita.  «Oggi, tutti lo piangono. Don Franco, ordinato sacerdote il 12 giugno 1974, era una persona semplice che si poneva anche traguardi audaci. Il suo desiderio di vedere inaugurata la nuova chiesa di Santa Maria Goretti si è infranto il giorno di Pasqua ma, a maggior ragione, adesso, occorrerà operare ogni sforzo per portare a compimento quello che era il suo grande sogno».  L’emergenza sanitaria da Coronavirus purtroppo non consentirà ai cittadini di Mormanno di rendergli gli onori che merita ma – assicura l’esecutivo – «appena sarà possibile, l’Amministrazione Comunale, concorderà con il vescovo di Cassano allo Ionio, i parroci di Mormanno ed i suoi familiari, l’occasione per raccogliere le sue testimonianze di vita e di fede per custodirle nel tempo e per riproporle nel solco tracciato da una figura bella ed intensa come Don Franco, il cui esempio, sarà sempre vivo ed attuale».

Vincenzo La Camera

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