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Amendolara in lutto. E’ morto Franco Melfi

Amendolara in lutto. E’ morto Franco Melfi
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Amendolara piange un suo figlio illustre. Francesco Melfi, 68 anni, ha raggiunto la casa del padre nella notte tra mercoledì e giovedì, nella sua abitazione, con il conforto del sacramento dell’unzione degli infermi. La malattia negli ultimi tempi lo aveva seriamente provato, ma l’ingegnere (laureato al Politecnico di Torino) – come lo chiamavano tutti – non disdegnava di praticare la sua professione, di frequentare il sociale, quando le condizioni di salute glielo permettevano, e la Santa Messa domenicale. Persona stimata da tutti, educata e capace, lascia la moglie Anna, apprezzata docente dell’Istituto Comprensivo di Amendolara-Oriolo-Roseto e i figli Nicola Serena e Laura.

Dopo i podestà del Fascismo, e’ stato il nono sindaco di Amendolara. Ha retto Palazzo di Città dal 1983 al 1993. Negli anni in cui ha indossato la fascia tricolore è stato costruito, nel 1991, anche l’attuale edificio che ospita il Comune. Annoverato di diritto tra gli uomini politici riconosciuti di Amendolara, è stato anche assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Cosenza, eletto nel 1995. Uomo di sinistra, politicamente “sempre dalla stessa parte”, come canterebbe Guccini, ha seguito il percorso del suo ideale politico sino all’odierno Partito Democratico di cui era esponente della locale sezione di Amendolara. Una passione per la politica condivisa con i fratelli Mario, anche lui già sindaco di Amendolara ed ex consigliere provinciale e Antonio, che è stato sindaco di Tricarico (Mt) e consigliere regionale della Basilicata. Franco Melfi si era ricandidato a sindaco, questa volta senza successo, nella tornata elettorale del 2011, in contrapposizione all’attuale primo cittadino, Antonello Ciminelli.

La passione per il calcio lo aveva portato a rivestire la carica di presidente della società Real Amendolara, con la quale ha conquistato nel 2006, assieme a giocatori e staff tecnico, la prima storica promozione dei giallorossi in Prima Categoria. Di animo nobile, era attivo nel volontariato e nel sociale. Non faceva mancare il supporto alla chiesa. Membro del Consiglio Pastorale della parrocchia “Madonna della Salute”, a ottobre scorso aveva offerto il suo contributo professionale per la posa della statua di San Michele Arcangelo davanti alla chiesa di Amendolara Marina. L’emergenza sanitaria in atto non consente lo svolgimento dei funerali, negando così l’ultimo saluto della cittadinanza che per il momento resta intimo nel ricordo. Il sindaco di Amendolara ha proclamato il lutto cittadino dalle ore 10 alle ore 12 del 24 aprile «in concomitanza con le esequie, in segno di cordoglio e dolore per la prematura scomparsa».

In giornata è giunto anche il messaggio di cordoglio del presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci. «Sono addolorato per la prematura scomparsa di Franco Melfi, un uomo buono, al quale mi legava un rapporto di amicizia e stima. Un uomo delle istituzioni e profondamente di sinistra. Un uomo colto e intelligente, con umiltà e dignità ha parlato il linguaggio della gente comune, aiutando le classi meno agiate. Un esempio per la sua Amendolara». In serata il ricordo anche del primo cittadino di Amendolara, Antonello Ciminelli: «Caro Franco, fiero avversario di tante battaglie, ti porgo l’estremo saluto mio e di tutta la cittadinanza, costretta a vivere in religioso silenzio il suo strazio per una perdita incolmabile». L’affetto popolare verso l’ex sindaco di Amendolara si è riversato soprattutto sui social network dove amici, colleghi, compagni di partito, conoscenti di Amendolara e non solo lasciano un messaggio di cordoglio. L’ingegnere ha avuto la gioia di godersi i primissimi anni di vita del nipotino, nato dall’amore tra Nicola e Manuela, e che porta il nome di Francesco Melfi.

Vincenzo La Camera

 

 

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