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Coronavirus blocca feste patronali Alto Jonio. Ad Oriolo video messaggio del parroco (all’interno)

Coronavirus blocca feste patronali Alto Jonio. Ad Oriolo video messaggio del parroco (all’interno)
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Niente feste patronali quest’anno nell’Alto Jonio a causa del Coronavirus. La ospitale comunità di Oriolo, tanto devota al suo patrono San Giorgio Martire e al suo protettore San Francesco di Paola, colpita al cuore dalla grave emergenza sanitaria, rimane assorta e chiusa in casa per evitare che il virus possa fare altri danni. Per la prima volta, infatti, nella millenaria storia religiosa di Oriolo risalente al periodo normanno, San Giorgio Martire e San Francesco di Paola solennemente festeggiati ogni anno nei canonici giorni del 23 e 24 aprile saranno ricordati, con tutte le cautele del caso, solo con la Santa Messa officiata senza popolo dal giovane parroco don Pierfrancesco Diego nella monumentale Chiesa Madre intitolata a San Giorgio Martire. Niente festa popolare dunque come avviene fin dal ‘600 attraverso una serie di riti religiosi e civili a cui, oltre alla comunità locale, sono soliti partecipare tantissimi fedeli provenienti anche dai paesi vicini.  Per fortuna, ad oggi, l’epidemia nel comune “zona rossa” di Oriolo sembra circoscritta. Dei 27 positivi di alcuni giorni fa, la sindaca Colotta è rientrata a casa ed altri dieci pazienti si sono negativizzati. Restano in ospedale, a Cosenza, tre persone tra cui un consigliere comunale.

Altri paesi dell’Alto Jonio dovranno rinunciare a festeggiare i loro santi. Nel corso della primavera avanzata, tra i mesi di aprile e di maggio, diversi comuni del comprensorio omaggiano i santi patroni. Villapiana ad aprile festeggia il Santo Patrono San Francesco di Paola gelosamente custodito nella Chiesa Madre di “Santa Maria del Piano” sita nel borgo antico. Ad Amendolara non ci saranno i tradizionali “fucarazz” in onore del Patrono San Vincenzo Ferreri, ma è prevista una processione in solitaria del santo che su un mezzo attraverserà il paese sino alla marina. A Montegiordano, dove la Madonna del Carmine viene portata a spalla dalla Chiesa Madre alla Cappella di “Piano delle Rose” per essere festeggiata alla grande nel mese di luglio. Ad Albidona nei giorni del 7 e 8 maggio si svolgono ogni anno i solenni festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola e di San Michele Arcangelo. A Cerchiara di Calabria dove, fin dal lontano 1846, nel giorno del 25 aprile, presso l’omonimo Santuario Mariano aggrappato alle pendici del Monte Sellaro e affacciato sulla Piana di Sibari si celebra la solenne festività della Madonna delle Armi Patrona di Cerchiara e ad Alessandria del Carretto dove tra la fine del mese di aprile e gli inizi di maggio si celebra la rinomata e popolare “Festa della Pita” che viene conclusa ogni anno dalla tradizionale festa del Santo Protettore Sant’Alessandro. Quest’anno, però, segnato dalla presenza del terribile virus che ci impone di rivedere le nostre abitudini e di assumere una condotta prudente e attenta, l’annullamento delle feste patronali va purtroppo accettato con spirito di cristiana ragionevolezza. Vuol dire che, sospesi i solenni riti religiosi e tutti i festeggiamenti civili e attenendoci tutti quanti scrupolosamente alle disposizioni emanate sulla base dell’evolvere della situazione, chi ha fede e crede nella mediazione dei Santi, a fronte del periodo di crisi, di sofferenza e di preoccupazione che stiamo attraversando, potrà chiederne l’intercessione solo attraverso la preghiera.

Pino La Rocca

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