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Albidona. Il Coronavirus ferma la festa del patrono San Michele Arcangelo

Albidona. Il Coronavirus ferma la festa del patrono San Michele Arcangelo
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Niente festeggiamenti solenni, quest’anno, in onore del Santo Patrono di Albidona, San Michele Arcangelo, tanto caro alle popolazioni locali e in particolare ai tantissimi albidonesi emigrati che nello storico giorno dell’8 maggio sono soliti tornare nel loro paese d’origine per riassaporare l’antica atmosfera della festa e il gusto soave di ritrovarsi tutti uniti nel nome del loro Santo Protettore. Quest’anno il Coronavirus, oltre alla grave emergenza sanitaria, ha guastato la festa a gran parte dei Comuni dell’Alto Jonio che con l’arrivo della primavere sono soliti festeggiare i Santi Protettori e, tra questi, San Michele Arcangelo festeggiato ogni anno l’8 maggio. Niente dunque Santa Messa solenne concelebrata al mattino dal Vescovo della Diocesi Mons. Francesco Savino, niente, nel pomeriggio, la solenne processione del Santo per le vie del paese, niente il tradizionale incanto dei prodotti tipici offerti dalla devozione popolare, niente, in serata, le gigantesche “piòche” trascinate e accese nei vari quartieri del paese in onore del Santo. Niente solenni cerimonie religiose e niente antichi riti popolari, insomma, quest’anno la Festa del Santo Patrono, in ottemperanza all’apposita ordinanza sindacale, sarà celebrata soltanto con una Santa Messa officiata dal parroco Padre do Godè Ntabala senza l’oceanica partecipazione dell’assemblea dei fedeli, ma alla presenza del solo primo cittadino, Filomena Di Palma, in rappresentanza di tutto il popolo albidonese devoto al suo Santo Patrono.

Sembrano lontani anni-luce le intense giornate del 6, 7 e 8 maggio 2017 allorquando una folta delegazione di emigrati albidonesi in Argentina, accogliendo l’invito dell’amministrazione comunale e della Pro Loco locale, ha fatto visita ad Albidona e partecipato ad un consiglio comunale straordinario durante il quale, oltre allo scambio di doni, è stato assegnato un encomio solenne al prof. Giuseppe Napoli in qualità di Presidente del Circolo Albidonese in Argentina e e al termine è stata scoperta una targa con la quale l’ingresso del paese è stato intitolato “Largo Argentina”. In fondo sono passati solo 3 anni ma resta tuttora vivo nella memoria il ricordo di quei giorni, nel corso dei quali gli emigrati albidonesi in Argentina hanno inteso ripercorrere, insieme a tutta la comunità locale, un viaggio a ritroso nella memoria storica della loro comunità facendo riaffiorare i tanti ricordi legati alla cara terra dei loro padri che da piccoli hanno dovuto abbandonare solcando l’oceano in cerca di lavoro e di fortuna.

Pino La Rocca

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