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Verso l’estate. Esempio di un lido ai tempi del Coronavirus

Verso l’estate. Esempio di un lido ai tempi del Coronavirus
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«Percorsi organizzati di accesso ai servizi (docce, ristorante, bar, botteghino, piscina). Distanziamento degli ombrelloni ed in tutte le aree. Servizio di prenotazione online. Ampliamento dell’impianto docce. Sono, questi, alcuni suggerimenti base per accogliere in tutta sicurezza famiglie e bagnanti nelle strutture turistiche ricettive che stanno pensando a come riorganizzarsi al meglio in questa fase 2. Con un obiettivo non solo tecnico e funzionale ma anche di approccio e di spirito: saper iniettare creatività, usare colori e praticare soluzioni rilassanti e gradevoli per condividere con l’ospite senso di comodità ed evitare ogni atmosfera da caserma, perfino in spiaggia. Perché senza il modo giusto non c’è vera ripartenza».

È quanto dichiara e propone l’architetto Francesca Felice, responsabile del progetto Nostos – Rete degli alberghi diffusi. Sono cinque le zone principali che, secondo l’architetto Felice, dovrebbe contemplare un buon progetto creativo e di design di un lido balneare in fase 2, con distanziatori e cartellonistica ad hoc: quella ombrelloni singoli, quella famiglia, la zona bar e ristorante, quella docce e poi la zona servizi. «Penso ad esempio – continua – ai distanziatori nell’area bar, al bancone, per chi aspetta il suo turno e a degli ombrelloni doppi per famiglie disposti in apposite aree. In particolare, per la zona bar e ristorante si potrebbero creare – spiega – delle piccole, comode ed accoglienti, zone di attesa (con ticket progressivi per moderare la fila), in modo da poter stare in attesa ma in compagnia di uno o due compagni di ombrellone, senza il disagio di aspettare in piedi; utilizzare separatori colorati e trasparenti, utili a separarle tra di loro, ad esempio dei salottini per delle sedute colorate realizzate con materiali riciclati, preferendo colori accesi sia per le sedute che per i distanziatori.

Per quanto riguarda, invece, l’allestimento del ristorante, dei gazebo potrebbero definire lo spazio del tavolo e permettere, al singolo nucleo familiare, di mangiare in sicurezza, distanziato rispetto agli altri tavoli. Per i commensali di nuclei familiari diversi sarà necessario allestire alcuni tavoli con i para–fiato. Per la zona ombrelloni singoli, questi ultimi, potrebbero essere distanziati – prosegue – con i prescritti 5 metri e con in mezzo il percorso di collegamento mare/ombrelloni con singolo senso di marcia, indicato dal colore della pedana di percorso (rosso verso il mare e blu verso ombrellone) per evitare incontri faccia a faccia dei bagnanti.

Per la zona famiglie, per quelle con bambini si potrebbe opzionare un fazzoletto di spiaggia – di 16 o 25 mq, dimensionato in base al numero dei bagnanti – dotato di 2 ombrelloni (vista la riduzione del numero di ombrelloni a causa del necessario distanziamento, si prevede un loro esubero che potrebbe essere gestito in dotazione delle famiglie per garantire loro maggiore comodità) e un tavolino. Ogni singolo fazzoletto di spiaggia potrà essere recintato da siepi verdi e fresche o da cordoli o da tende o
semplicemente da distanziatori mobili fatti da picchetti e fasce/corde divisorie. Il tavolino ha la funzione di alleggerire l’affluenza alla zona bar/ristorante, in questo modo infatti, ogni famiglia potrà usufruire del servizio comodamente nella propria area familiare. Il servizio in spiaggia con visiera degli addetti, utensili usa e getta (materiale biodegradabile) e pietanze monodose, potrebbe essere, quindi, una soluzione sicura e comoda per i bagnanti e – conclude l’architetto Felice – da prediligere».

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