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Alto Jonio ad un passo dal “covid free”. «Ma attenzione alla riapertura delle frontiere»

Alto Jonio ad un passo dal “covid free”. «Ma attenzione alla riapertura delle frontiere»
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Coronavirus: la quiete dopo la tempesta? Forse è illusorio pensare che il Covid-19 sia clinicamente morto come ha affermato il prof. Zangrillo, già medico personale di Berlusconi e oggi direttore della Terapia Intensiva del San Raffaele di Milano (stamattina ha comunque rivisto la sua dichiarazione), ma è forse più verosimile pensare che oggi il virus sia… in zona Cesarini. Cioè negli ultimi scampoli di una partita che, comunque, potrebbe ritornare in autunno, come prevedono molti virologi se tutti noi ci illudessimo di averla già vinta. Certo i risultati di oggi in Calabria, con zero contagi per il quinto giorno consecutivo e con il numero dei guariti in forte incremento, incoraggiano all’ottimismo, così come i risultati relativi alla vasta area della Sibaritide, dell’Alto e Basso Jonio nella quale diversi Comuni si sono affrancati dal contagio grazie al virtuoso comportamento dei cittadini e al lavoro serio, tenace e professionale che ha svolto, seppure tra mille difficoltà, la squadra dei medici e degli infermieri che, coordinati dal dirigente-medico dell’Asp Martino Rizzo da oltre 3 mesi hanno setacciato in lungo e largo il territorio alle ricerca del virus e, una volta scovato, per creare attorno ai pazienti una fitta rete di protezione che è servita a contenere i contagi nell’ambito familiare, senza farli debordare all’esterno.

Ed è stato proprio il dr. Martino Rizzo, nelle sua più recente comunicazione a comunicarci che tutto procede bene ed a regalarci la bella metafora di una nave che, dopo aver affrontato la tempesta, si avvicina sempre più al porto sicuro. Dopo aver riferito dei circa 50 tamponi (tutti negativi) effettuati nella sua città di Corigliano-Rossano a diversi pazienti che hanno bisogno di ricoverarsi e a cui viene impropriamente richiesto l’esito positivo di un tampone e ad altri ragazzi e ragazze rientrati in Calabria tra cui alcuni sintomatici, ha comunicato ufficialmente che anche Villapiana, essendosi negativizzata la paziente anziana che aveva contratto il virus presso “Villa Torano”, è da considerare a tutti gli effetti Comune-Covid-Free e va ad aggiungersi a Trebisacce, Crosia, Cassano Jonio, Cariati e Scala Coeli che, con zero contagi, sono già Comuni Covid-Free da qualche tempo. Ma diverse guarigioni, sempre secondo la suddetta comunicazione, si sono verificate a Corigliano-Rossano e soprattutto ad Oriolo, dove i contagi avevano raggiunto il consistente numero di 28 casi e che oggi, a seguito delle numerose guarigioni, sono quasi spariti. Praticamente restano ancora 3 soli casi a Oriolo, 1 caso a Francavilla Marittima, 1 a Bocchigliero e 1 a Corigliano-Rossano.

«Qualche altro caso – ha aggiunto il dirigente-medico rossanese – lo potremmo ancora trovare, ma si tratterà di casi singoli, o diffusi nell’ambito familiare. Non credo invece – ha concluso il dr. Martino Rizzo – che in questa fase ci possano essere nuovi focolai e, più passa il tempo dagli ultimi arrivi dal centro-nord e più finiscono le quarantene senza sintomi. Tranquilli, quindi, ma… attenti e distanti – ha raccomandato il Direttore del Settore Igiene e Sanità Pubblica dell’ex Asl n. 3 di Rossano ben sapendo che da mercoledì 3 giugno cadranno le barriere regionali – perché c’è il rischio di sciupare tutti gli sforzi compiuti finora per tenere il virus il più possibile lontano dalla nostra area. Certamente – ha concluso il dr. Martino Rizzo – la riapertura delle “frontiere” potrebbe portare da noi persone infette, o con infezione in fase di incubazione, che potrebbero riaccendere nuovi focolai. Da qui la necessità di non abbassare la guardia e di continuare nel distanziamento sociale e nell’uso della mascherina, in particolare negli ambienti chiusi».

Pino La Rocca

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