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Corigliano. L’ultimo saluto a Francesca Gattuso

Corigliano. L’ultimo saluto a Francesca Gattuso
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«Francesca non è persa. Francesca è stretta alla vita stessa di Dio». E’ iniziata con questa esortazione l’omelia di Padre Lorenzo Fortugno per le esequie di Francesca Gattuso, sorella dell’ex calciatore del Milan ed ora allenatore del Napoli, Gennaro Gattuso. Al dolore e all’estremo saluto hanno presenziato oltre ai familiari e agli amici anche la comunità di Schiavonea e dell’intero territorio. La folla radunatasi dinnanzi al sagrato della chiesa “Santa Maria Ad Nives” ha atteso il feretro prima e dopo la celebrazione Eucaristica per tributarle con fiori e applausi l’ultimo addio. Commemorazione avvenuta in uno insolito venerdì pomeriggio piovoso di inizio giugno e con all’interno, secondo le disposizioni attuali, un numero preciso e distanziati di presenti. L’amarezza e la sofferenza, in questi giorni, ha investito tutta la collettività natia di Francesca Gattuso a cui era molto legata nonostante vivesse a diverse chilometri di distanza e dove tornava sempre con grande gioia.

Proprio sulla particolare impronta che ha lasciato Francesca Gattuso si è incentrato la predica di padre Fortugno: «Francesca ha affrontato con il sorriso che l’ha sempre distinta la situazione più dolorosa, importante e allo stesso tempo più preziosa. Una giovane mamma gioiosa, grintosa con degli obbiettivi precisi che non si dava mai per vinta. In questo momento- ha proseguito padre Lorenzo- manca proprio la lucentezza, il sorriso e l’unicità di Francesca perché nessuno sostituisce nessuno». E lo stesso sacerdote ricorda un passaggio sulla fatale malattia: «Nei momenti condivisi con Francesca quando si ci si soffermava sulla patologia che aveva e alla fine si finiva sempre con l’ironizzare. L’insegnamento che ci lascia è uno solo: la vita va vissuta come gioia».

Non sono mancate anche le giuste parole di conforto soprattutto ai familiari: «Nelle lacrime, nei dubbi, nelle domande e nel grande dolore di questo momento si comprende la speranza. Quella stessa speranza che Francesca sia avvolta nella vita e nella santità di Dio. Dal vangelo si evince il conforto e la fiducia perché il Signore accoglie. La cosa vera è che Francesca vive nella pienezza e un giorno siamo sicuri che la riabbracceremo. Di Francesca resta l’amore vivo e presente perché Dio è dalla parte di chi versa lacrime perché è l’unico che può dare conforto.  Dobbiamo alzare lo sguardo verso il Signore della vita che egli stesso ci ha donato». In chiusura di omelia padre Lorenzo Fortugno ha rimarcato ancora il sorriso di Francesca intonando una strofa di una canzone di Guccini cantata anche dai Nomadi: «Vorrei però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, vorrei pensare che ancora mi ascolti e come allora sorridi e come allora sorridi. Il sorriso di Francesca- ha concluso padre Fortugno- rimanga impresso nel cuore e nella mente di ciascuno di noi». A margine della funzione, declinate due lettere commoventi che hanno voluto renderle l’ennesimo omaggio e commiato. Dopo la benedizione, la bara avvolta da una maglia personalizzata rossonera e una sciarpa di un Milan club femminile di Saronno, ha lasciato la chiesa tra la commozione e gli applausi dei tanti presenti. Esposti anche diversi striscioni davanti l’abitazione della famiglia Gattuso tra cui uno della curva sud dei tifosi del Milan e l’altro degli Skizzati- Group Corigliano. Presenti alla funzione diverse figure istituzionali e le forze dell’ordine, rappresentanti del mondo calcistico e la scuola calcio “Forza Ragazzi Rino Gattuso” con i giovani atleti che in divisa hanno composto un corridoio d’ingresso davanti la chiesa.

Cristian Fiorentino 

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